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L’istituto Sant’Anna organizza a Roma il Workshop “Aspetti medici ed etici dell’abbandono attivo di pazienti con gravi disturbi della coscienza”

21 Novembre 2015
in CITTA, Crotone
Tempo di lettura: 2 minuti
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“Aspetti medici ed etici dell’abbandono attivo di pazienti con gravi disturbi della coscienza” è il tema che sarà sviluppato da neurofisiologi, giuristi e giornalisti a Roma, il 23 novembre nell’aula Marotta dell’Istituto Superiore di Sanità. Si tratta di un workshop promosso dall’Istituto Sant’Anna di Crotone, che è anche sponsor dell’evento, e dall’Istituto Superiore di Sanità. Il workshop è aperto, ma su invito parteciperanno ricercatori di chiara fama, italiani, canadesi e spagnoli.
In Italia c’è grande attenzione sul tema dell’abbandono attivo dei pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza. L’Istituto Sant’Anna ha promulgato la Carta di Crotone, nella quale ha preso una posizione netta rispetto all’abbandono attivo, dichiarando il proprio impegno a non abbandonare mai un ammalato. Negli anni scorsi il caso Englaro è stato emblematico del dibattito sull’idratazione e sulla nutrizione da intendersi, o meno, come terapia medica. Una parte della comunità scientifica ritiene che la somministrazione a questi pazienti di acqua e cibo non è configurabile quale terapia medica, altri ritengono il contrario. È quindi una questione aperta. Anche nel caso di un testamento biologico nel quale un paziente, in piena coscienza, lasci indicazioni sulla sua volontà a non ricevere trattamento medico qualora si trovasse in stato vegetativo, i medici che ritengono acqua e cibo come non parte della terapia continuerebbero a somministrarli. Le ricerche degli ultimi anni, alcune delle quali molto importanti e fatte proprio dall’Istituto Sant’Anna, hanno dimostrato che questo tipo di pazienti siano in condizione di provare dolore. Nel caso di sospensione dell’idratazione, già dopo due giorni si può osservare la secchezza delle mucose e questo, indubbiamente, provoca dolore. La morte per mancata somministrazione dell’acqua avviene entro un paio di settimane, tempo durante il quale il paziente soffre. Si potrebbe quindi parlare di una vera e propria tortura, aggravata dal fatto di essere comminata ad un disabile che non si può difendere.
Il workshop intende affrontare tutti questi temi. Per prima cosa si cercherà di stabilire in via definitiva se idratazione e nutrizione sono o no terapia medica. Stabilito questo, toccherà ai giuristi che parteciperanno ai lavori stabilire l’eventuale tipologia di reato che si dovrebbe configurare in caso di sospensione. Il dibattito sull`argomento è aperto anche in Francia – dove recentemente la Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso una sentenza controversa – e in Germania. Nel corso del workshop, il professore incaricato di Diritto Comparato all’Università di Dresda, Rodolfo Dolce, illustrerà lo stato giuridico proprio in Germania rispetto a questa tematica. Infine si tratterà della corretta informazione sullo stato vegetativo con l’intervento della giornalista e scrittrice Enrica Bonaccorti. I media, spesso, non forniscono una giusta informazione rispetto a questo delicato argomento, continuando ad usare termini obsoleti come `coma` che rendono difficoltosa la comprensione da parte dei lettori. L’Istituto Sant’Anna, invece, ha già da tempo adottato il termine `sindrome della veglia aresponsiva`. Il termine stato vegetativo, infatti, può  erroneamente richiamare alla mente la condizione di un vegetale. Affrontando a questi livelli argomenti dalle implicazioni etiche tanto complesse, l’Istituto Sant’Anna si conferma, quindi, all’avanguardia sia in campo scientifico che sociale.

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