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    7 immigrati nello staff del centro d’accoglienza Lacina

    La marcia dei 4mila migranti per la raccolta delle arance nella Piana…

    Il prefetto si preoccupa di supervisionare tutta la zona, intanto loro arrivano. Sono in migliaia e vogliono lavorare, già ma a che prezzo? Si parla dei migranti che ogni anno, ciclicamente arrivano nella Piana di Gioia Tauro, molti a Rosarno, per la raccolta delle arance e delle clementine. Si apre la stagione degli agrumi e in contemporanea arriva l’ouverture della stagione degli orrori. Dalla Puglia e dalla Sicilia ma anche dal Piemonte e da altre zone agricole del nord, in migliaia sono in procinto di raggiungere, anche quest’anno, la zona tra Rosarno e San Ferdinando, nell’area dove nel 2010 scoppiò la rivolta degli immigrati che lamentavano condizioni di sfruttamento.

    Due le emergenze che si ripropongono di stagione in stagione: il caporalato, che sfrutta la forza lavoro concedendo paghe quasi da fame per orari spesso disumani, al quale si cerca di porre rimedio in un modo o nell’altro, spesso fallendo, e le condizioni legate all’ospitalità ai limiti della sostenibilità dei lavoratori. Le tendopoli già esistono e lì la maggior parte degli extracomunitari stanzia per pochi spiccioli, ma non solo. Alcuni trovano rifugio in alcune case fatiscenti di campagna, dove, senza acqua, luce, senza neanche lontanamente il minimo dell’igiene pensabile, rischiano anche l’isolamento a causa del maltempo.

    La Cgil comprensoriale stima possano arrivare dalle 3.500 alle 4 mila persone, perlopiù senegalesi, ghanesi e congolesi e le organizzazioni sottolineano che si riproporranno in tutta la loro gravità le condizioni legate all’accoglienza, con la tendopoli di San Ferdinando che potrebbe ospitare circa 900 persone destinata ad accoglierne fino a 1.200-1.300. Stessa situazione al campo di “Testa dell’Acqua” a Rosarno. Più difficile anche per le autorità quantificare le presenze soprattutto di clandestini nelle ex fabbriche della 488, nel porto di Gioia Tauro e nei casolari sparsi per le campagne.