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    Sanità Reggio – Parla Benedetto: “Mi sto sforzando di fare il meglio per i cittadini e la Calabria”

    “Abbiamo combattuto fin dal primo giorno per la cardiochirurgia. L’orientamento era quello di incardinarla con Catanzaro. Adesso, invece, siamo la terza cardiochirurgia calabrese – dice Frank Benedetto con una punta di soddisfazione – dopo diciotto mesi dall’apertura è prevista una ricognizione generale e la cardiochirurgia che non porterà risultati sarà costretta a chiudere. Se le cose andranno bene noi saremo la prima”. Il commissario dell’azienda ospedaliera reggina si mostra positivo riguardo il futuro della struttura cardiochirurgica reggina che dovrebbe cominciare a breve le proprie attività: entro il 10 novembre prossimo sarà pubblicato l’avviso pubblico per il cardiochirurgo e, da quanto è stato possibile percepire durante l’incontro con i consiglieri comunali, ormai si è veramente alla fine di una lunga e tormentata vicenda. Ma non è solo questa la novità per quanta riguarda l’azienda ospedaliera: è stata attivata la procedura di mobilità per il dirigente medico che si occuperà della pet. “Arriva dall’ospedale Cervello di Palermo, è di origine calabrese con una esperienza con questa macchina da tantissimi anni. Arriverà tra qualche settimana per rafforzare l’attività. Perché il sistema dovrà garantire almeno otto, dieci procedure al giorno per circa 1500 prestazioni l’anno”. Questa macchina di ultima generazione che consente di individuare precocemente i tumori, già montata all’interno dei Riuniti da circa sei mesi, è estremamente complessa e giorno 16 novembre cominceranno le prove tecniche dalla ditta installatrice. Due settimane di prove ed il 2 dicembre prossimo ci sarà la partenza ufficiale con la predisposizione delle agende. Ed il risparmio, per tutti, sarà notevole. “In provincia non abbiamo una pet pubblica a disposizione ma soltanto una privata, a Cosenza. Tutti i pazienti al momento vanno fuori regione. Saremo, quindi, i primi ad aprire in Calabria. Al momento c’è una forte emigrazione in Sicilia. Il nostro obiettivo principale – aggiunge Benedetto – non è soltanto recuperare la mobilità sanitaria passiva ma soprattutto dare un servizio di questo genere ai cittadini. Perché quando un paziente oncologico deve varcare lo Stretto e sobbarcarsi una montagna di spese e mille difficoltà, vuol dire semplicemente un aggravio delle sue condizioni di salute già di per se precarie”. Anche l’oncologia sta facendo passi da gigante. “Stiamo fornendo tutti i farmaci oncologici di ultimissima generazione ed abbiamo preso recentemente in carico altri pazienti con costi aggiuntivi che ho portato all’attenzione, alla visione della struttura commissariale regionale. Basti pensare che una fiala di un nuovo farmaco costa circa 30mila euro. Farmaci di recente immessi in commercio, molecole mirate con anticorpi monoclonali che vanno a colpire il bersaglio in maniera selettiva”. In quest’ottica si è pensato alla realizzazione, al presidio Morelli, dell’onco-ematologia, una sorta di centro tumori per il quale si sta già lavorando alla sua costruzione. “Abbiamo ripensato la sua collocazione al Morelli, in una struttura di ultimissima generazione, tutta cablata con microclimi, sale, rispetto privacy. Insomma, un vero profilo ospedaliero di un grande centro tumori. E Reggio lo merita”. Sulla politica che mostra in questi ultimi tempi un interessamento per la sanità che non si era visto negli anni passati, Benedetto risponde così. “Forse la politica ha finalmente compreso l’importanza strategica sul fatto che la stessa debba lasciare operare liberamente gli operatori sanitari. Il fenomeno dell’interferenza politica forse non è manifesto come lo era un tempo. Il mandato a cui debbo assolvere, peraltro sollecitato e ribadito più volte dallo stesso presidente Oliverio, è quello di fare il meglio per i cittadini e per la Calabria. Ed è quello che mi sto sforzando di fare. La verità è che la politica, assieme alla sanità, ha perso totalmente la credibilità. Per recuperarla davanti agli occhi dei cittadini ha bisogno di associarsi per un unico intento, quello di recuperare il terreno perduto. Ed è possibile farlo facendo vedere che qualcosa sta realmente cambiando”.

    Domenico Grillone