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    Reggio Futura: “Che fine ha fatto ‘Obiettivo occupazione’?”

    di Domenico Grillone – Il bando, emesso anni fa dalla giunta di centrodestra del Comune di Reggio, prevedeva l’assunzione di 300 giovani disoccupati da parte di aziende private della città con un salario di circa 1000 euro mensili. “Obiettivo occupazione”, è questo il nome del bando promosso dall’amministrazione Scopelliti, finanziato con i fondi del decreto Reggio, avrebbe garantito per 15 anni una certa sicurezza ai giovani assunti e con determinate agevolazioni, per lo stesso periodo, nei riguardi delle aziende per coprire in parte i costi per i salari e per i contributi previdenziali ed assicurativi. Sarebbe stata una occasione unica per professionalizzare i neoassunti e l’opportunità di dare risposte certe alla domanda di lavoro, sempre più pressante in città. Ma ad oggi, dal 2010 quando ad amministrare erano i commissari prefettizi, c’è stato uno stop, una sospensione dell’erogazione dei voucher formativi. A denunciare l’incresciosa situazione sono stati i rappresentanti di Reggio Futura, Domenico Foti, Domenico Tamiro, Stefania Aricò, Antonino Fazio, Maria Scambia e Oreste Romeo, nel corso della conferenza stampa svoltasi nella sede della stesso Movimento. “Quello che noi vogliamo attenzionare è che esiste il progetto e ci sono ancora gli strumenti per metterlo in atto – dice Stefania Aricò – non vogliamo che passi un discorso nostalgico, il messaggio è che una intuizione felice non deve essere polverizzata come l’ennesima illusione. Occorre erogare nuovi voucher e dare nuove possibilità di crescita ai giovani”. Maria Scambia ripercorre la storia di Obiettivo occupazione, portato avanti regolarmente dal 2006, per cinque anni, con il pagamento dei lavoratori e degli imprenditori. Quest’ultimi, a tal modo, godevano di una boccata d’ossigeno con un incentivo serio all’occupazione. “C’era una economia reggina che si metteva in moto, tutte le famiglie avevano fatto affidamento a queste risorse. Con l’avvento dei commissari e con l’insediamento della Giunta Falcomatà si è arrestato questo percorso virtuoso. Come mai?” Un blocco, una sospensione di tre anni che per Reggio Futura sembra incomprensibile. “Chiediamo al primo cittadino – continua Maria Scambia – cosa si è fatto per questo progetto ancora in stand by. I fondi sono arrivati e non si riesce a capire perché non sono stati utilizzati per questo progetto. Si tratta di somme già accantonate ed una spiegazione il sindaco dovrebbe darla. Dovrebbe chiarire ai cittadini il motivo della sospensione dei pagamenti. Ma anche l’inerzia mascherata dagli innumerevoli comunicati stampa sull’argomento fin da maggio 2015 ad oggi che si limitavano a tranquillizzare gli animi ma che non hanno mai posto soluzioni concrete. Vogliamo una politica attiva e non quella che allontana i giovani dal proprio territorio, costretti ad emigrare per trovare lavoro”. Maria Scambia racconta poi le tante sollecitazioni giunte alla nuova amministrazione comunale dai tanti imprenditori coinvolti nel progetto, ma, a dire dell’esponente di Reggio Futura, “rimaste lettera morta”. “Il sindaco – conclude Maria Scambia – non deve disperdere quello che già c’era”. La proposta di Domenico Tamiro è quella di anticipare, da parte del Comune, i fondi per il progetto. “Visto che il primo cittadino ha avuto rassicurazioni da Roma circa lo sblocco dei fondi per il decreto Reggio, perché non si preoccupa di anticipare queste risorse? A tal modo potrebbe togliere dall’imbarazzo tutte quelle aziende che ancora aspettano i soldi che gli spettavano”. Per Oreste Romeo, responsabile per l’informazione, si tratta semplicemente di rispolverare uno strumento che ha già dato delle risposte. “Mille euro al mese per 300 giovani e per 15 anni rappresentano qualcosa d’importante e che fino adesso l’assessore regionale alle politiche del Lavoro non ha dato – valorizziamo, quindi, quello che già esiste. Il sindaco, al di là del colore politico, indossi la casacca della città e dia risposte non solo ai professionisti ed imprenditori, i datori di lavoro del progetto occupazione, ma anche ai numerosi giovani coinvolti. Il governo amico faccia sentire questa amicizia e non la ostenti solo sul piano fotografico, dei selfies”.