L’assemblea dei sindaci è stata caratterizzata da un articolato e acceso dibattito seguito alla relazione del presidente della Provincia Enzo Bruno, non senza connotazione politica, dovuta in particolar modo alla decisione dei maggiori Comuni rappresentati – Catanzaro e Lamezia Terme – di esprimersi in maniera contraria. Confronto animato già alla vigilia sulla stampa. I tanti sindaci che sono intervenuti per esprimere parere favorevole al bilancio – nell’ordine Gregorio Gallello (Gasperina), Michele Drosi (Satriano), Giovanni Paola (Conflenti), Domenico Gallelli (Zagarise), Francesco Mauro (Sellia Marina), Davide Zicchinella (Sellia), Giovanni Costanzo (Falerna), Salvatore Torchia (Sersale) – hanno messo in evidenza che il presidente della Provincia in questo primo anno di mandato “ha mantenuto una grande capacità d’ascolto rafforzando il rapporto con il territorio; è stato presente e ha dato risposte a tutti, senza farsi condizionare, spogliandosi da una visione ideologica che sarebbe stata improduttiva. E la presenza di tanti sindaci premia lo sforzo e l’impegno del presidente”. Il presidente del consiglio comunale di Catanzaro, Ivan Cardamone e il vice sindaco di Lamezia Terme, Francesco Caglioti, hanno parlato di una “bocciatura tecnica” di un bilancio che “rappresenta un libro dei sogni”, assumendo una ferma posizione che secondo molti consiglieri provinciali, come Marco Polimeni, Nicola Ventura, Marziale Battaglia e Pino Celi, aveva “piuttosto una chiara estrazione politica, perché non ha tenuto conto proprio delle spiegazioni tecniche come quelle relative al fatto che tutte la maggior parte delle opere previste sono finanziate e che le due città godono di decine di finanziamenti per strade e scuole. E soprattutto dell’appello alla responsabilità che implica una collaborazione istituzionale”. Secondo il vice presidente Marziale Battaglia, “il fatto che esiste un documento di 18 consiglieri comunali di Catanzaro che smentiscono Cardamone significa che è stato messo in minoranza. Vorremmo sapere dal sindaco Abramo il presidente ha rispettato il mandato che gli ha dato delegandolo. Credo che il voto espresso sia proprio politico”. Alla fine, insomma, viene fuori un parere negativo che secondo Emilio Verrengia è conferma come la Delrio sia una legge obrobrio perché il 97% dei sindaci di fatto ha espresso parere favorevole, è il mandato andare avanti e risolvere insieme le problematiche”.
Si dice perplesso della posizione del Comune di Catanzaro, il sindaco di Sellia Marina Mauro. “Non siamo appiattiti sulla posizione di Bruno ma animati dal senso di responsabilità che caratterizza la fase di costruzione della nuova rea vasta che va oltre l’asse Catanzaro-Lamezia, cerchiamo sempre di fare sintesi anche quando non siamo d’accordo segno. Anche il sindaco di Sellia, Zicchinella, ritiene che l’asse Catanzaro-Lamezia sia superato. “I Comuni di Catanzaro e Lamezia hanno perso l’occasione per spiegare quale ruolo vogliono giocare nella nuova Area Vasta e invece – dice ancora – hanno finito per scaricare le proprie debolezze sulla Provincia, dove ci sono forze diverse che si mettono insieme per dare risposte”. Soddisfatto della grande partecipazione dei sindaci ai quali ha espresso apprezzamento per l’operato e l’impegno quotidiano, Marco Polimeni che evidenzia come “il 95% dei sindaci è stata dalla nostra parte”. Polimeni definisce la posizione di Catanzaro e Lamezia “sterile, preventiva e illegittima. Ma la nostra disponibilità non cambierà mai, noi distinguiamo il momento politico da quello amministrativo”. Nicola Ventura parla di “parere premeditato delle due grandi città che pone un problema politico importantissimo, soprattutto nel Comune di Catanzaro dove 18 consiglieri hanno sottoscritto una posizione diversa da quella espressa dal presidente Cardamone. Questa amministrazione provinciale ha bisogno di sostegno”. Per Pino Celi il voto contrario di Catanzaro e Lamezia è “un gioco politico, invece nell’assemblea dei sindaci doveva esserci un momento di responsabilità e di rispetto nei confronti della regione. La Provincia fa del suo meglio e nel suo piccolo sostiene il mondo del lavoro”. Antonio Montuoro ha ribadito le perplessità già dichiarate in sede di prima lettura di bilancio, rinnovando il voto negativo.
Il consiglio provinciale ha, quindi, approvato dieci degli undici punti all’ordine del giorno all’unanimità dei presenti, oltre allo schema di bilancio: nove debiti fuori bilancio, e prima la rinnovazione delle commissioni e sottocommissioni elettorali circondariali. Il presidente Bruno ha comunicato che è pronto a dare battaglia alla Regione in seguito al mancato rispetto degli accordi sulla firma dei protocolli d’intesa che trasferivano risorse e funzioni per il mantenimento del personale regionale in Provincia, e quindi ha anticipato che giovedì 8 ottobre alle 10 si terrà in prefettura il tavolo tecnico sulla Sp 25, dopo la decisione del Cipe di rimodulare i fondi dirottando i dieci milioni di euro previsti per la realizzazione.





