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    ‘No’ alla Legge Fornero dalla triplice sindacale, sit- in anche a Reggio

    Di Marina Malara – Si sono svolte in tutta Italia le manifestazioni di protesta dei tre sindacati CGIL CISL UIL contro la legge Fornero sul sistema pensionistico. In Calabria si è deciso di svolgere le manifestazioni davanti alle Prefetture oggi, 13 ottobre. E in piazza Italia davanti alla Prefettura di Reggio Calabria, la CGIL della Piana di Gioia Tauro era presente con i propri lavoratori e pensionati assieme a quelli della Cisl e della Uil per chiedere con forza l’abbassamento dell’età di accesso alla pensione, a cominciare da 62 anni senza penalizzazioni. Molti lavoratori non possono percepire la pensione, ha spiegato Nino Costantino, Segretario generale CGIL Piana Gioia Tauro, stiamo parlando dei cosiddetti esodati. La settima salvaguardia è in questi giorni in discussione ma ancora non abbiamo certezze. La riforma della legge Fornero mette in condizione il lavoratore di andare in quiescenza ad una età quasi impossibile, quasi 67 anni, mentre la pensione anticipata si può avere dopo quarantatre anni, quarantadue le donne, di contributi. Considerando che oggi si riesce ad entrare nel mondo del lavoro ad età avanzata, difficilmente si possono raggiungere tanti anni di contributi. Tutto questo comporta la revisione del sistema pensionistico italiano. Da più parti è stato posto il problema. C’è una proposta del presidente della commissione parlamentare sul Lavoro, Cesare Damiano, che parla di pensione a 62 anni con penalizzazioni minime. Per Nino Costantino della Cgil è una base di discussione, ma in realtà chiede di riformare il sistema pensionistico italiano sulla base sia dell’età anagrafica che dei contributi. Si può cominciare ad andare in pensione a 62 anni con almeno 35 anni di contribuzione e senza penalizzazioni. C’è sempre la disponibilità a discutere con il governo, ma resta il punto del rinvio della riforma ancora una volta da parte del Governo Renzi, che secondo i sindacati, non si rende conto che il punto fondamentale per creare lavoro in Italia sia quello di favorire il turn over per fare entrare i giovani. Con la riforma Fornero siamo passati dagli eccessi di 20 anni fa, ad una situazione talmente vincolata e rigida che non ritroviamo in nessun altro paese europeo. Inoltre chi è stato assunto dopo il primo gennaio 1996, matura la sua pensione con il calcolo contributivo. Questo vuol dire che mentre prima veniva mantenuto un livello retributivo adeguato allo stipendio percepito, adesso chi guadagna 2.000€ al mese prenderà una pensione di 800€. Questo quando va bene. Altri non arrivano neppure al minimo pensionistico.