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    Reggio – Revocato bando per assunzione volontari ai Riuniti, così come voleva la Uil

    L’Azienda Ospedaliera (BMM) di Reggio Calabria ha provveduto a revocare il bando di manifestazione di interesse attraverso il quale intendeva “reclutare” 74 volontari cui fare svolgere mansioni proprie degli Operatori Socio Sanitari. A darne notizia lo stesso Nuccio Azzarà che nei giorni scorsi aveva chiesto questo provvedimento (Leggi qui).
    “In esito alla richiesta-denuncia di questa Segreteria Provinciale – scrive Azzarà – sono bastate solo poche ore di “riflessione” ai vertici dell’Azienda per convincersi a limitare i danni battendo la ritirata di chi è conscio di non averla “azzeccata”. Il dietro front si è palesato come ineludibile atto dovuto finalizzato ad evitare una formale denuncia alle Autorità Competenti che avrebbe visto, senza tema di smentita, soccombente l’Azienda con il prevalere delle tesi sindacali a difesa dei lavoratori e dei cittadini tutti”.
    L’Azione di denuncia della UIL FPL “oltre ad aver evitato la venuta del “cardiochirurgo-ricercatore” – prosegue la nota – oggi sventa la possibilità dell’arruolamento di “personale volontario” a cui si chiedeva, addirittura, di svolgere funzioni-mansioni e ruoli previsti invece da norme e contratti per personale particolarmente professionalizzato. Con tutta probabilità l’Azienda si sarà convinta che la manifestazione d’interesse finalizzata al reperire volontari per lo svolgimento di attività erogate in favore di cittadini ammalati, anziani e diversamente abili (tutti ricompresi dal termine: paziente ricoverato in un ospedale pubblico), non aveva alcuna ratio. Dubbio non v’è che tali incombenze delicate e complesse esercitate a contatto con il paziente prevedono percorsi di studio, conseguimento di titoli abilitanti e livelli di sicurezza e di garanzie che comunque non possono essere in alcun modo fornite alla cittadinanza dalle associazioni di volontariato. Sotto le mentite spoglie evocate da “di necessità si fa virtù” edulcorate dal sicuro fascino di nobiltà che è intrinseco al “logo” del volontariato, con tutta probabilità, si cercava di esternalizzare un servizio nevralgico direttamente connesso all’organizzazione del lavoro dell’intero nosocomio. L’impegno del sindacato non può discostarsi da quello che è il rispetto delle regole e delle norme, strada maestra questa, che non prevede scorciatoie se si vuole assicurare ai pazienti qualità nelle prestazioni assistenziali e il decoro alberghiero in atto carente in ospedale. Per tali motivi si devono assumere a tempo indeterminato infermieri, tecnici e operatori socio sanitari. L’Azienda non può, per risolvere i propri problemi, trasformare un volontario in un operatore sanitario inquadrato in un assetto organizzativo regolamentato da leggi severe. Grande stima e considerazione dei molti volontari aderenti ad associazioni serie, che con grande senso di abnegazione, in silenzio svolgono attività encomiabili all’interno dell’Azienda e sul territorio. Al volontariato “obtorto collo” si possono demandare solo alcune attività non strutturali e non di diretto impatto assistenziale, per tutto il resto ci sono le procedure concorsuali, la mobilità e le assunzioni a tempo indeterminato o determinato di figure preposte per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza”.