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    Conferenza stampa centrodestra reggino su Miramare

    Reggio – Su Miramare il centrodestra svela presunte irregolarità della delibera

    di Domenico Grillone – Le polemiche sollevate sulla questione del Miramare diventano il tormentone politico dell’estate. Dopo l’incontro con i giornalisti di pochi giorni addietro del sindaco Giuseppe Falcomatà assieme alla sua Giunta, è adesso l’opposizione di centrodestra a rivelare alcuni atti che, “attraverso una sorta di lavoro di intelligence”, così come affermato da Lucio Dattola nel corso della conferenza stampa svoltasi a Palazzo San Giorgio assieme ai colleghi consiglieri Pasquale Imbalzano, Massimo Ripepi, Mary Caracciolo, Antonio Maiolino, Antonino Matalone e Luigi Dattola, “dimostrano la fiera delle ipocrisie imbastita da questa amministrazione comunale”. Intanto lo stesso Dattola rivela, in premessa, la richiesta da parte del Comune, in particolare da parte dell’assessore Neri, della rateizzazione di un credito di 3 milioni di euro vantato dalla Camera di Commercio per salvare il bilancio. “Tranne poi assistere all’attacco di Castorina contro di me attraverso un comunicato stampa, dopo che l’amministrazione mi ha pregato di non fare saltare il bilancio del Comune. Richiesta per la quale in ogni caso abbiamo aderito”. Tornando invece alla questione del Miramare, Lucio Dattola conferma l’esistenza di altre due richieste da parte di altrettante associazioni (spazio Teatro e quella del promotore culturale, ora portavoce dei verdi, Filippo Sorgonà). Antonio Maiolino illustra invece tutte le presunte anomalie della concessione, sia pure in via provvisoria e sperimentale, all’associazione il Sottoscala. Maiolino dimostra che la domanda di presentazione della stessa associazione relativa all’estate reggina avvenuta il 12 giugno, è stata presentata due giorni dopo la data di scadenza della manifestazione. Una richiesta, secondo quanto affermato da Maiolino, che parla di realizzare una serie di attività sul lungomare, “e che certo non prevedeva l’utilizzo del Miramare”. “La domanda inoltrata dall’associazione – sottolinea il consigliere di centrodestra – non viene accettata dagli uffici mentre, con un atto gravissimo, viene ammessa dalla giunta”. Sulla scottante delibera, adottata il 16 luglio ma resa esecutiva il 6 di agosto, Maiolino dimostra che non esiste un verbale di consegna, così pure per quanto riguarda la consegna delle chiavi. Che, secondo l’ufficio tecnico, sono state consegnate circa 25 giorni addietro direttamente all’assessore Muraca. “La gravità consiste nel fatto che in assenza di tutti questi atti all’interno del Miramare c’erano delle persone che lavoravano. Ed aprire il Miramare non può essere stato che l’assessore Muraca. Per noi, quindi, si tratta di mancato rispetto delle norme procedurali, autorizzando delle persone ad entrare in un luogo chiuso da anni per fare dei lavori propedeutici a mostre d’arte. Ma il Miramare ha una destinazione diversa. E se alla fine manca qualcosa all’interno dell’albergo di chi è la responsabilità’ Non certo dell’Ufficio tecnico che ha consegnato le chiavi all’assessore”. Nessuna risposta alla richiesta di accesso agli atti da parte del centrodestra rispetto alla questione di chi sta occupando le stanze di Palazzo San Giorgio. “Gente che lavora in maniera volontaria, lo ha detto lo stesso sindaco, in attesa di una loro contrattualizzazione per formare lo staff. Lo annuncia adesso, dopo sei mesi dalla nostra richiesta”. L’intervento di Pasquale Imbalzano è incentrato invece sulla delibera del Miramare, “scarna e carente sia nei riferimenti normativi che nelle contradditorie procedure adottate, finanche nelle valutazioni di merito e di opportunità dell’agire amministrativo”. Anche per quanto riguarda la delibera di indirizzo, la stessa è carente perché “non risulta allegata nessuna ineludibile determinazione dirigenziale che assegni il bene, unitamente alla convenzione che disciplini il rapporto tra il Comune e il soggetto concessionario”. Ed infine: “A quale titolo i soggetti che vi erano dentro effettuavano interventi di ripristiono dei luoghi se non esisteva, a quella data, nessun titolo giuridico (delibera, determinazione del dirigente e convenzione tra le parti del rapporto) che legittimasse questa facoltà? Chi ha consegnato le chiavi dell’immobile ai rappresentanti del sodalizio senza i presupposti che giustificassero tale consegna?”. Dubbi che si assommano a quello che riguarda il vantaggio economico patrimoniale a favore dell’associazione assegnataria e la rilevanza penale. A tale proposito nel corso della conferenza stampa è stata riferita la notizia dell’esposto denuncia presentato sulla questione da Enzo Vacalebre, presidente di Alleanza Calabrese. Altri interventi sono giunti da Massimo Ripepi, “inadeguatezza, malafede e falsità, paradigmi dell’amministrazione Falcomatà”, Mary Caracciolo, “non si tratta di un atto di indirizzo – dice la consigliera riferendosi alla delibera – ma un vero e proprio atto di gestione, dal momento che all’interno della stessa c’è il nome dell’associazione. Il 6 agosto scorso abbiamo richiesto l’annullamento o la revoca della delibera”.