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    Locri (Rc) – Il Comune dice no ai cartelli “anti-ndrangheta” ed è subito polemica

    Il comune di Locri dice “no” ai cartelli stradali contro la ‘ndrangheta, con tanto di delibera comunale e annuncio del sindaco Giovanni Calabrese. La delibera risale al 27 luglio u.s. ma la notizia è trapelata solo oggi suscitando parecchie polemiche.

     

    L’idea dei cartelli contro le cosche è nata a Trezzano sul Naviglio (MI), grazie ad un’iniziativa congiunta di ANCI e del massmediologo Klaus Davi che, nello scorso 21 luglio hanno collocato i cartelli all’ingresso del comune milanese (al link https://www.youtube.com/watch?v=2r1TKwoMMU4 il video dell’iniziativa lombarda, in allegato foto).

     

    Successivamente, Klaus Davi ha proposto la stessa operazione a Peppino Vallone (Presidente ANCI Calabria), che ha aderito all’iniziativa. Ma ora giunge il “no” del comune di Locri, che definisce l’iniziativa ridicola: “Non si combattono così le cosche”, dice il sindaco Calabrese, chiedendo le dimissioni di Claudio Fava che, invece, aveva appoggiato l’iniziativa con le seguenti parole: “In regioni come la Calabria, la capacità di controllo mafioso del consenso elettorale è molto più radicata e forte che altrove. Per questo è importante aderire all’iniziativa dell’ANCI”.

     

    Klaus Davi definisce il sindaco Giovanni Calabrese “un presuntuoso ras locale che dice di no a un’iniziativa dell’ANCI e non al sottoscritto. La persona ridicola, qui, è Calabrese, che si spaventa della parola ‘ndrangheta e batte in ritirata, dando in questo modo, una pessima prova della sua amministrazione”.

     

    Davi chiede l’intervento dell’ANCI Calabria: “Portiamo i cartelli negli altri comuni della Locride. I Comuni calabresi devono dire da quale parte stanno e in modo chiaro. Sarebbe opportuno prendere esempio dai comuni lombardi che, invece, hanno avuto il coraggio che Calabrese non ha dimostrato”.