Nei giorni scorsi si è tenuta, presso la sala G. Reale dell’Università per stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria la presentazione ufficiale di due nuovi Master che avranno inizio in autunno.
Grazie alla collaborazione tra l’università reggina ed alcune tra le sigle più qualificate per la formazione specialistica in Calabria nasce dunque una interessante opportunità formativa per i giovani, non solo calabresi, con il diretto coinvolgimento degli operatori del settore ed opportunità di stage direttamente in azienda.
Il Rettore Berlingò ha sottolineato come i due nuovi Master si inquadrino perfettamente in temi di stretta attualità, e l’iniziativa assuma grande importanza, grazie alla presenza, nel corpo docente, di esperti di altre università italiane, e la qualificata partecipazione di Comes e Pronexus, proseguendo una proficua collaborazione con le realtà contigue al fine di valorizzare ed internazionalizzare la proposta didattica della Dante Alighieri. Ovviamente – ha proseguito il Rettore Berlingò – “confidiamo nell’interesse e nella solerzia delle governance locali e regionali affinchè si possa realizzare un’attività di formazione che sia un vero servizio al nostro territorio ed alle nuove generazioni di questa terra”.
Maurizio Saffioti – in qualità di socio della Fondazione Amici della Dante Alighieri pone l’accento “sull’aspetto innovativo di proporre in una logica nuova tematiche molto attuali ed utili. Questi settori possono essere volano di sviluppo per il territorio, ed è intenzione, soprattutto per gli stage, di inserire i partecipanti in un percorso forte con anche per le aziende”.
Anche per il percorso sulla Progettazione europea, il focus è quello di sviluppare competenze non solo per gli studenti ma anche per i professionisti, che vogliano aprire nuove aree di sviluppo alle proprie attività. Come ha sostenuto Gabriella Praticò, per Pronexus, la conoscenza delle politiche strategiche dell’Unione Europea, la conoscenza dei fondi, sia a gestione diretta che indiretta, rappresentano la vera chiave di volta per sollecitare lo sviluppo del territorio e delle imprese. Nelle precedenti edizioni sono stati numerosi gli imprenditori che hanno partecipato, cosi come rappresentanti degli enti pubblici, proprio per conoscere meglio le politiche di coesione che l’Ue pone come centrali della programmazione attuale e di Horizon 2020.
Grande attenzione alla sostenibilità dei progetti, dunque fattibili e sostenibili nel tempo, e grande interesse alle modalità di ricerca delle opportunità, perché spesso è importante l’immediatezza della conoscenza per potere partecipare con buone opportunità di successo.
Il Presidente di Confesercenti Calabria, Marcianò, ha posto in evidenza le specificità della proposta ed il fatto che i due Master, in realtà, si “intrecciano” tra loro: parlare di turismo significa dialogare anche con i fondi europei. “Rappresentando le piccole e medie imprese abbiamo bisogno di proposte del genere ed offriamo la massima collaborazione delle strutture. Il turismo ha bisogno di strategie e soggetti che ci lavorino con grande impegno e competenze, avendo troppe volte visto molta improvvisazione, anche nelle politiche regionali”.
“Il turismo – ha proseguito Marcianò – è funzione di una gestione immateriale, che non appartiene ad una azienda, ma appartiene alla collettività, ed è necessario capire su quale genere di turismo si deve puntare. Da noi si vive ancora una situazione ambigua fatta di scelte che non sono scelte, che danno una grande indeterminatezza al settore, così che le imprese si trovano, spesso, in balia di tutto ciò. Di contro, spesso una gestione improvvisata nelle aziende determina il fallimento delle politiche commerciali, e dunque la proposta dei Master rappresenta certamente un valore aggiunto per queste ultime, proprio per questo saranno promossi presso tutti i nostri associati. Questa può essere un’opportunità per fare partire dal basso, dalle aziende che mirano a fare. Il connubio università-aziende può essere il punto di partenza.
Una realtà come Confesercenti e le associazioni possono ricavare solo benefici, e siamo soprattutto convinti che il sistema universitario si debba porre al servizio del territorio”.
L’auspicio del Rettore Berlingò, in chiusura, è proprio quello di potere formare delle figure che sappiano operare e rendere i progetti fruibili, spendibili, fattibili e stabili sul territorio, dunque sostenibili.




