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    ‘Ndrangheta, Rheinbrücke – Domenico Oppedisano il “numero uno del Crimine” calabrese

    di Clara Varano – Domenico Oppedisano sarebbe “il numero uno del Crimine calabrese”. Il “Crimine”, cui fa capo la “Provincia”, organo al vertice di tutti i locali di ‘ndrangheta “articolati e coordinati in tre mandamenti [Jonico, Tirrenico e Centro (Reggio città)]”. Struttura piramidale, ruoli e dominio dei territori, ma oltre alle già note ramificazioni della ‘ndrangheta, quello che emerge dall’ultima operazione dei carabinieri di Reggio Calabria, “Rheinbrücke”, coordinata dalla locale Dda, è il ruolo di Domenico, Mico, Oppedisano. Senza la sua autorizzazione, senza il suo sì, il sì del Crimine, niente è possibile.
    I vari locali sparsi anche nelle altre nazioni, “godono” di autonomia nella gestione degli affari, ma solo dopo aver avuto l’autorizzazione ad operare del Crimine e quindi di don Mico Oppedisano, di Rosarno. Si legge, infatti, nell’ordinaza, “”…. senza ordine di quelli di lì sotto non possono fare niente nessuno”.
    A don Mico bisogna rivolgersi per risolvere “certe questioni” di cui è “meglio parlare di persona in Calabria”. E se nella patria della ‘ndrangheta, le lotte tra clan sono all’ordine del giorno, anche all’estero tra i vari locali possono insorgere dei contrasti, specie per il dominio del territorio. Ed è proprio in uno di questi casi che spicca il ruolo apicale di “don Mico”.
    Dall’ipotesi alla certezza dell’esistenza di due locali, in contrasto tra loro, uno in Svizzera a Frauenfeld e l’altro ai confini della Germania a Singen, il passo è breve e passa attraverso le indagini della polizia tedesca che prendono il nome di “Santa”.
    Il locale di Singen era capeggiato da Bruno Nesci, in stretto contatto con Oppedisano. Quello di Frauenfeld, senza il “permesso” ed in espansione verso i territori tedeschi era gestito da Antonio Nesci alias “cucchiarune”. Ed è proprio in riferimento a questa volontà “espansionistica” che Bruno Nesci discute dalla Germania con Domenico Oppedisano, in Calabria “appena tornato dalla campagna”.
    “Quello della montagna Svizzera”, a parlare è Nesci, “ha raccolto a tutti quelli sparpagliati…Vuole avere il via libera e sta scendendo in Calabria” per avere il via libera per comandare. Oppedisano chiede a chi starebbe per chiedere il via libera, riferendosi a Antonio Nesci. La risposta di Bruno Nesci “la montagna completa” lascia intendere che il suo antagonista sta andando “dalla montagna completa” intendendo con tale frase, si legge nell’ordinanza “ indicare un personaggio titolare del più alto grado di ndrangheta, il Vangelo”. Proprio a questo punto Oppedisano rassicura il suo interlocutore dicendo: “ nessuno da solo può agire o dire senza che ci sia un discorso unitario”. Nesci insiste e a questo punto Oppedisano dice “che chiariranno quando sarà in Calabria”.

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