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Lazzaro (RC) – Crea: ‘Non sventola più la bandiera della prima ‘spiaggia libera’

27 Luglio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Lazzaro (RC) – Crea: ‘Non sventola più la bandiera della prima ‘spiaggia libera’

lazzaro3Mercoledì 23 luglio 2014 alla presenza delle Autorità dello Stato, è stato innalzato il simbolo della prima “spiaggia libera d’Italia”, situata nel tratto di mare antistante l’ex ristorante “l’Accademia” posto sul lungomare Cicerone di Lazzaro.  La presenza dei rappresentanti dell’Ente locale è garanzia che le opere insistenti sull’area demaniale marittima siano stati costruiti in ossequio dei dettami normativi di settore e in caso contrario si ritiene che gli stessi rappresentanti avrebbero quantomeno evitato di invitare gli illustri lazzaro2rappresentanti istituzionali. Tuttavia, lo stato dell’arte però ingenera in noi forti perplessità sulla regolarità delle opere e sui requisiti di sicurezza a tutela dell’integrità fisica delle persone che presenta l’area ove è stata istituita la spiaggia libera della legalità. Infatti sull’area marittima posta a pochi metri dalla battigia, insiste sotto gli occhi di tutti, un ampio battuto di cemento della superficie di circa 100 mq. che supera il piano di campagna di circa 70 cm variabili, da ritenersi opera inamovibile,  la cui realizzazione contrasterebbe a mio avviso con le disposizioni del Codice della Navigazione  e del suo conseguente regolamento di esecuzione, nonché con altre  norme che stabiliscono che nelle aree demaniali marittime, non solo non è possibile costruire in maniera stabile, ma non è possibile il rilascio di Permessi di Costruire. Ma vi è di più. In diversi punti  lungo la platea lato mare fuoriescono dei tondini di ferro alti circa cinque centimetri variabili non prontamente avvistabili. Anche da un battuto di cemento di forma circolare posto a qualche metro dalla platea lato sud si rilevano dei ferri arrugginiti che potrebbero recare pregiudizio all’integrità fisica delle persone. Mentre lato Nord della predetta opera emerge dalla sabbia la parte tagliente ed acuminata di un tubo rotto in pvc di colore arancione Si può ben dire che tali resti sono seminascosti nella sabbia, infatti la parte appuntita raggiunge l’altezza di circa 9 cm. Un vero bisturi per chi dovesse appoggiarvi un piede o caderci sopra.  Si aggiunge che la platea di cemento è a ridosso del muro di contenimento di un rilevato adiacente al marciapiede del lungomare sul quale sono state collocate due file di blocchi in calcestruzzo forati alcuni dei quali sono già caduti e altri a rischio crollo. Inoltre lungo il predetto muro, lato lazzaromonte, sono state depositate verticalmente a ridosso dei blocchi di calcestruzzo alcune lastre di vetro di colore piuttosto scuro. La distanza tra i blocchi di calcestruzzo e la platea è di circa due metri. L’area in questione e quella circostante versa in stato di abbandono e degrado. Scenario inaccettabile lazzaro4soprattutto per una frequentatissima zona costiera le cui bellezze naturali dei luoghi sono soggetti alla speciale protezione dell’autorità, ex decreto Ministeriale 10 febbraio 1974. Lato sud della platea di cemento si riscontrano i segni di un incendio verosimilmente appiccato per smaltire sterpaglie e scarti vegetali, materiale in plastica parte dei quali ancora presenti sul sito unitamente a rifiuti di diversa tipologia, tra cui rifiuti provenienti da attività edilizia, mentre nell’area sovrastante il rilevato ove erano presenti altri rifiuti tra cui un pneumatico, un passeggino, una sedia metallica si riscontrano i segni di un ulteriore incendio appiccato nella nottata di venerdi 3 luglio u.s.. Per non parlare poi degli ombrelloni lasciati in pianta stabile sul demanio marittimo con l’intento di occupare il posto per l’indomani, proprio in quell’area di spiaggia libera dove dovrebbe sventolare la legalità e la fruizione del demanio marittimo deve essere consentita a tutti. Si disattendono così le disposizioni di cui all’ordinanza sindacale emessa dopo la richiesta avanzata lo scorso anno da questa associazione. Ordinanza  che non si osserva, né si fa osservare.  Da quanto esposto emerge chiaramente il potenziale pericolo per l’integrità fisica delle persone soprattutto per i bambini che giocano sulla platea di cemento. Secondo me sarebbe opportuno, anche in considerazione che il luogo è frequentato da numerosi bagnanti tra cui bambini, rendere immediatamente l’area non fruibile e procedere da subito alla messa in sicurezza.
Vincenzo CREA
Referente unico dell’ANCADIC Onlus
e Responsabile del Comitato  spontaneo “Torrente Oliveto”

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