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Sale la tensione sugli sbarchi: mille persone tra Crotone e Corigliano

9 Giugno 2015
in CALABRIA, CITTA, Cosenza, Crotone, In evidenza
Tempo di lettura: 3 minuti
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Migranti Reggio Calabria 16 maggio 2014

Sono circa un migliaio i migranti arrivatio in Calabria. Nella giornata di oggi la Nave Vega ha approdato  nel porto di Crotone per far sbarcare i 610 migranti salvati ieri mentre un’altra imbarcazione, la Driade, dovrebbe arrivare a Corigliano con a bordo altre 475 persone.

Mentre si predispongono le procedure di accoglienza nei due porti calabresi comincia a montare la preoccupazione in vista di nuovi numerosi sbarchi programmati dal Ministero dell’Interno. Nella giornata di ieri sono state quasi 2400 le persone salvate dalle acque del Mediterraneo, prelevate da 15 imbarcazioni a circa 50 miglia dalle coste libiche.

Le modalità sono ormai sempre le stesse: le richieste di aiuto delle persone a bordo arrivano attraverso telefonate satellitari alla sala operativa della Guardia costiera, quando i barconi si trovano non lontano dai lidi di partenza, spesso prima ancora che ci sia una reale situazione di pericolo. La macchina dei soccorsi, coordinata dal comando generale delle Capitanerie di Porto, a Roma, si mette comunque immediatamente in moto e smista gli interventi.

Dalle prime ore della mattina, così, navi italiane e di altri paesi europei hanno risposto a 15 chiamate da parte di imbarcazioni – 12 gommoni e tre barconi – con il loro carico umano di paura e disperazione. Sono state impegnate la nave della Marina britannica ‘Bulwark’, la nave di Medici senza frontiere ‘Bourbon Argos’ ed alcuni assetti del dispositivo Frontex, in particolare una nave inglese, una svedese, una spagnola, la nave della Marina italiana Fasan, la nave Dattilo della Guardia costiera, un pattugliatore maltese e un mercantile.

La politica si divide – Nel frattempo ieri è montata la polemica politica attorno al tema degli sbarchi. A far discutere sono state le dichiarazioni di Roberto Maroni. Il governatore della Lombardia ha annunciato una lettera a prefetti e sindaci, diffidando i primi dal portare “nuovi clandestini” e dicendo ai secondi di “rifiutarsi di prenderli”: “Ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali come disincentivo alla gestione delle risorse”, “chi lo fa violando la legge, violando le disposizioni che io ho dato, subirà questa conseguenza”.

Dichiarazioni che hanno sollevato un vespaio di polemiche attorno al tema dell’accoglienza dei migranti nei centri disposti nelle diverse regioni italiane. “L’intervento di Maroni è del tutto illegittimo – ha commentato il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico – soprattutto da parte di un presidente di una grande regione e di una persona che è stata ministro dell’Interno di questa Repubblica che ha gestito un’emergenza immigrazione imponendo la presenza di immigrati nei diversi territori. Il problema dobbiamo risolverlo alla radice: bloccare le partenze, ma fino a quando ci sono, sino a quando le persone rischiano di morire in mare noi – conclude Bubbico – abbiamo il dovere di salvarle e di aiutarle”.

Con il governatore lombardo si è schierato invece il segretario della Lega, Matteo Salvini. “Maroni fa bene – ha dichiarato Salvini – perché è l’unico modo per cercare di fermare le partenze e gli sbarchi, altrimenti è un disastro. Sono assolutamente d’accordo con Maroni, ci sono dei matti, magari amici degli scafisti o di mafia capitale, che vogliono continuare ad immergerci nel disastro dell’immigrazione clandestina. Ma in Italia non ce lo possiamo più permettere”.

“Basta con la filosofia dello scaricabarile e basta giocare con la demagogia” ha chiosato infine il Premier Matteo Renzi. Impegnato al G7 in Baviera Renzi ha risposto alle parole di Maroni: “Alcuni di quei governatori che si lamentano erano al governo quando è stata decisa la politica che ha condotto alle attuali regole”.

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