La Corte di Appello di Reggio Calabria, in accoglimento della richiesta del Procuratore Generale, ha assolto il sig. Domenico Musolino, difeso dagli avvocati Gaetano e Giorgio Vizzari.
Musolino “è assolto dal reato a lui ascritto per non aver commesso il fatto”, così recita il dispositivo letto stasera dalla corte, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Affari di famiglia”. Ricordiamo che Il Tribunale di reggio Calabria aveva accolto, in primo grado, l’impianto accusatorio portato avanti dal Sostituto Procuratore della Dda di Reggio Calabria, Stefano Musolino, oggi integralmente azzerato per il sig. Musolino in secondo grado. Al centro delle indagini alcuni presunti affiliati alle cosche Ficara e Latella, della zona Sud di Reggio Calabria, e Iamonte di Melito Porto Salvo: per tutti, l’accusa di tentata estorsione alla Cogip S.p.a., azienda di Catania impegnata nei lavori di messa in sicurezza e ammodernamento della SS106 Ionica. La deposizione del testimone principale, il geometra Francesco Testa,e il materiale probatorio raccolto in questi anni hanno condotto il Procuratore Generale a chiedere l’assoluzione con formula piena per Domenico Musolino, sulla base dei motivi d’appello formulati dagli avv.ti gaetano e giorgio VIZZARI, i quali avevano già immediatamente ottenuto la scarcerazione in esito all’udienza del 27.2.2012 di convalida del fermo dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria dr.ssa Cotroneo, che aveva da subito rigettato la richiesta del Pubblico Ministero di emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Assolto anche Luigi Musolino dalla accusa di associazione mafiosa perché il fatto non sussiste. Per lui e Salvatore Minniti è stata esclusa l’aggravante di cui al comma 2 dell’art. 629 c.p. e rideterminata la pena ad anni 4 e mesi 4 di reclusione. Sono state ridotte le pene accessorie alla sola interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni 5, revocate le misure di sicurezza personali della libertà vigilata e patrimoniale di confisca con ordine la restituzione dei beni in sequestro agli aventi diritto. Novanta i giorni indicati dal Collegio per il deposito della motivazione.





