di Clara Varano – “Siamo rimasti nauseati”. Commenta così, Rodolfo Ruperti, dirigente della Squadra mobile di Catanzaro, le novità relative al coalcioscommesse emerse dalle ultime indagini. Continua, quindi, a svelare nuovi scenari il vaso di Pandora chiamato “Dirty Soccer” che nelle scorse settimane ha portato allo scoperto il mondo sommerso del calcio sporco con ramificazioni radicate proprio in Calabria e a Lamezia. “In base alle intercettazioni – ha aggiunto Ruperti – non c’è stato uno solo tra i telefoni messi sotto controllo dal quale non si parlasse di partite truccate. Al di là delle risultanze giudiziarie per ciscuna partita sospetta, quello che è venuto fuori e nauseabondo”.
Oggi, però, a finire nel mirino della Mobile del capoluogo, le partite di Eccellenza, tutte in salsa calabra, che avrebbero dovuto garantire al Sambiase, squadra lametina, la salvezza. Nuovi indagati, dunque, nel nuovo filone investigativo, ma secondo Ruperti, non è finita qui: “Certamente visto quello che abbiamo scoperto mettendo sotto controllo solo due telefoni, ci saranno degli sviluppi in futuro”.
Calcio sporco legato in qualche modo alla criminalità organizzata, anche se per tutti gli indagati è stata esclusa l’aggravante prevista per le modalità mafiose. Fra gli questi, infatti, figura Pietro Iannazzo della omonima cosca di Lamezia, che secondo gli inquirenti avrebbe dato il la a tutto il meccanismo cercando di combinare risultati in diversi match di professionisti e dilettanti.
“Il fatto che il Gip, oggi, abbia convalidato 17 arresti – ha sottolineato il procuratore della Dda, Vincenzo Lombardo – è una conferma della gravità indiziaria del lavoro svolto dalla Mobile e dallo Sco. Per quanto concerne gli altri indagati, semplicemente si è valutato il mancato rischio di reiterare il reato visto che i campionati si sono chiusi, solo per questo motivo i fermi non sono stati tutti convalidati”.
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