di Domenico Grillone – Nuovo ospedale e cardiochirurgia: due temi già ampiamente dibattuti e che nel tempo hanno innescato diverse polemiche, anche roventi. Ma che tornano prepotentemente alla ribalta non solo per alcune dichiarazioni del commissario alla sanità calabrese Massimo Scura, considerate equivoche e fumose riguardo la cardiochirurgia in città, ma anche per le diverse criticità dell’azienda ospedaliera reggina che, nonostante la grande professionalità di chi opera al suo interno, presenta inevitabilmente dal punto di vista strutturale delle deficienze denunciate da tempo e che in questo ultimo periodo sono emerse in tutta la loro gravità proprio perché nato negli anni 70 e ormai obsoleto.
Questi i motivi per i quali hanno spinto il centrodestra (Lucio Dattola, coordinatore del centrodestra in Consiglio comunale assieme ai consiglieri Massimo Ripepi, Luigi Dattola, Antonio Maiolino, Antonio Matalone e Giuseppe D’Ascoli) ad illustrare l’apposita mozione, già depositata in segreteria, che sarà discussa in una delle prossime sedute di Consiglio. In particolare, Lucio Dattola ricorda che il Consiglio regionale (governo Loiero) con la legge regionale n. 8 del 2010 aveva già riconosciuto la necessità di ristrutturare e ricostruire l’ospedale reggino. Una legge in cui si sosteneva la necessità di ricostruire l’ospedale di Cosenza ed allo stesso momento verificare con uno studio attento la situazione degli ospedali di Reggio e Crotone per una eventuale ricostruzione. “Se esiste una legge regionale che ravvisa la necessità di verificare su Reggio e Crotone l’importanza di costruire un nuovo ospedale – dice Lucio Dattola – non vedo perché non bisogna dare seguito alla legge regionale”.
Sulla Cardiochirurgia Dattola invece si mostra preoccupato per le ultime dichiarazioni del commissario Massimo Scura, nel corso di un incontro svoltosi ieri nella sede di Confindustria di Catanzaro. “Sappiamo bene che sono previste due cardiochirurgie in Calabria, dobbiamo studiare e verificare com’è la reale situazione”, queste le parole del Commissario. “Ma non ci sono già due decreti commissariali che fissano le due cardiochirurgie calabresi a Catanzaro e Reggio Calabria? – si chiede il coordinatore del centrodestra cittadino riferendosi ai due decreti attuativi del piano di rientro firmati dall’ex commissario, generale Pezzi – se esistono già i due decreti, non capisco perché il commissario Scura parla ancora di verifiche”.
Inequivocabili i dati sciorinati da Dattola, quando afferma che solo per quanto riguarda la provincia di Reggio i pazienti cardiopatici costano 14 milioni di euro l’anno per l’emigrazione sanitaria, mentre per tutti gli altri pazienti calabresi la somma si aggira sui 21 milioni. I più penalizzati, parlano i numeri, sono i reggini, costretti ad emigrare. “Mi chiedo perché in un reparto di cardiochirurgia che costa 150mila euro al mese di leasing, con un danno erariale di 40 milioni di euro accertato dalla Guardia di Finanza, il commissario Scura ancora non dice una parola chiara sulla seconda cardiochirurgia? Perché questa sudditanza nei confronti dell’Università di Catanzaro? Un altro dubbio espresso da Lucio Dattola riguarda la possibile convenzione con la struttura del Papardo di Messina. “Perché si tende verso questa struttura anziché pensare ad una convenzione, come sarebbe più ovvio, con il Sant’Anna di Catanzaro, struttura privata certo, ma tenuta in piedi quasi esclusivamente con le convenzioni con il pubblico? I parametri qualitativi del Sant’Anna sono di altissimo livello, nettamente superiori di tante altre strutture simili, e allora perché il denaro calabrese deve andare ad arricchire altre regioni?”.
Il centrodestra spaccato, Dattola contro Marino: ”Nauseati” – Prima ancora un accenno da parte del capo del centrodestra reggino sulla vicenda dell’altro giorno riguardo l’approvazione del registro delle unioni civili: una conferma delle sue dichiarazioni, cioè la denuncia di una sorta di accordo, inciucio tra la maggioranza, al cui interno ben nove si definiscono cattolici, preoccupata di non avere i numeri o per un risultato certamente non brillante, con una parte dell’opposizione che si è vista approvare in un attimo diversi emendamenti presentati dalla stessa minoranza.
“Ci siamo accorti subito dell’inciucio e molti di noi, nauseati, abbiamo abbandonato l’aula. Su questa storia abbiamo già informato il vicecoordinatore regionale Pino Galati, proprio perché il partito deve sapere. L’importante è che si sappia quello che succede a volte, purtroppo, per interessi non propriamente nobili”. Gli interventi degli altri consiglieri, assieme a quello di Pasquale Imbalzano affidato ad un messaggio perché impegnato fuori città, hanno concluso l’incontro.





