Nell’ambito della rassegna “La valigia dei sogni”, lunedì 11 maggio, alle 20.45, al Lux di Messina, sarà proiettato “Salvatore Giuliano” (1962) di Francesco Rosi
Il Cineforum Don Orione e le Associazioni culturali Arknoah e Piattaforma Creativa, insieme al Cinema Lux, promuovono infatti la sesta edizione della rassegna cinematografica “La Valigia dei Sogni”, dedicata quest’anno a Francesco Rosi. La manifestazione culturale, nata nel 2010, celebra ora il grande cineasta pluripremiato e scomparso lo scorso gennaio, offrendo la visione di alcune tra le sue pellicole più conosciute e amate. La rassegna si sviluppa in quattro settimane, tutti i lunedì dal 4 al 25 maggio alle ore 20.45, al Cinema Lux, che anche quest’anno si conferma partner fondamentale della manifestazione.
I direttori artistici della Valigia dei sogni sono Nino Genovese, storico del cinema e presidente del Cineforum Don Orione, e il giornalista e critico cinematografico Marco Olivieri. Il responsabile del progetto Davide Rizzo, cultural project manager e presidente dell’Associazione Piattaforma Creativa, mentre Francesco Torre, sceneggiatore e critico, ha curato grafica, immagine coordinata e supporto tecnico. L’ingegnere Melchiorre Crisafulli è amministratore della rassegna e referente per il Cinema Lux.
In particolare, Martin Scorsese considera “Salvatore Giuliano”, il film in programma lunedì 11 maggio, tra i dieci titoli più belli della storia del cinema mondiale e, grazie alla forza politica e morale di questo capolavoro, nel 1963 fu istituita la Commissione parlamentare antimafia.
Maestro e innovatore sul piano del linguaggio filmico, Rosi è un autore dal respiro internazionale, capace di mettere in scena le contraddizioni della storia italiana, come il mistero di Stato sull’omicidio di Salvatore Giuliano e la strage di Portella della Ginestra.
“Salvatore Giuliano”
Capolavoro del cinema “politico” e sociale italiano, girato tra il 1961 e il 1962, in Sicilia, negli stessi luoghi in cui si erano svolti i fatti raccontati, realizzato con pochi attori professionisti, in ambienti naturali, il film ricostruisce la storia di Salvatore Giuliano, partendo dal ritrovamento del suo cadavere nel cortile di una casa di Castelvetrano, il 5 luglio 1950: lo fa con un montaggio serrato, con uno stile di narrazione particolare che si avvale di numerosi “flashback”, con un impianto fondato sulla struttura dell’inchiesta senza soluzioni di continuità tra passato e presente. E – oltre alla descrizione degli episodi salienti della vita del bandito di Montelepre e dei “misteri” ad essa collegati, anzi proprio attraverso essi – delinea magistralmente un preciso ed efficace ritratto della Sicilia negli anni immediatamente successivi alla guerra.





