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    Dal clan dei Mancuso a ‘Università nazionale dell’antimafia’. Rosy Bindi a Limbadi

    Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ha visitato oggi pomeriggio a Limbadi due beni confiscati alla cosca della ‘ndrangheta dei Mancuso destinati ad ospitare l’Università nazionale dell’antimafia, promossa dal Coordinamento nazionale Riferimenti. I lavori sono stati ultimati. Le aule multimediali ed i residence per gli stagisti sono stati arredati. Rosy Bindi ha effettuato il sopralluogo insieme al Presidente di Riferimenti, Adriana Musella. “Meno di un anno fa – ha sottolineato Rosy Bindi – eravamo qui e questo era un rudere. Adesso è una sede di studi di formazione per i giovani, amministratori e forze dell’ordine. In un anno è stato compiuto dalle istituzioni anche locali un passo estremamente significativo. Adesso questo stesso sforzo che abbiamo profuso per realizzare queste mura lo impiegheremo per riempire ciò che esse conterranno. Viva la formazione e viva il clima della legalità con l’impegno e l’auspicio che vi siano sempre più strutture in questa terra percombattere la ‘ndrangheta. Quando il Comune di Limbadi doveva essere sciolto per mafia, il Consiglio dei ministri decise di non farlo e noi considerammo quella scelta sbagliata. Da parte loro, i commissari prefettizi nominati dopo le dimissioni del sindaco e dei consiglieri di maggioranza hanno lavorato in modo egregio, reperendo i fondi messi a disposizione per rimettere in sesto questa struttura”.

    “C’è bisogno – ha concluso – di strutture per le università, per gli amministratori, per le forze dell’ordine. Sarebbe da irresponsabili non utilizzare questa sede. Se ciò dovesse avvenire, e non lo credo, torneremo a Limbadi per capirne i motivi. Il 31 maggio ci saranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale e noi ci auguriamo che i cittadini scelgano bene la nuova Amministrazione e che questa proceda, al di là delle maggioranze politiche, contro le cosche mafiose”.