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    Consiglio Comunale Catanzaro su Sicurezza

    Tallini: ‘La sinistra copre chi delinque’. La difesa di Bruno

    di Clara varano – “In questa città, in questa regione, chi delinque deve essere isolato così come la storia della città insegna. E vanno isolati, anche quelli che hanno la copertura politica della sinistra”. Si riferisce direttamente all’assessore regionale Nino De Gaetano, il consigliere regionale Mimmo Tallini. Non siamo però a palazzo Campanella, non siamo in sedi regionali, ma a Catanzaro in pieno Consiglio Comunale. Un consiglio ad hoc voluto dal consesso dell’aula rossa, per discutere dell’escalation di criminalità che sta investendo la città capoluogo. L’intervento di Tallini arriva dopo quello di Vincenzo Ciconte, che al Consiglio aperto, ha rappresentato la Regione. Il vicepresidente regionale risponde alla provocazione del sindaco Sergio Abramo che punta il dito contro un immobilismo, è il refrain più quotato del centrodestra, della Giunta. “Solo la Regione – dice Abramo – può porre rimedio a quelli che sono gli effetti della crisi e che si ripercuotono anche sulla criminalità. Servono fatti e non parole”. Apriti cielo. Ciconte inizia ad elencare i risultati della Giunta Regionale sul piano dell’operatività e sottolinea come non si possa “essere clementi con la cattiva politica”. La Calabria “fino ad oggi – continua Ciconte – è stata mal gestita e non è facile amministrarla oggi perché è incrostata dalla cattiva politica”.
    Sono proprio queste parole che spingono Mimmo Tallini ad intervenire. “Questo consiglio – obietta Tallini – sta spostando l’attenzione dalll’argomento del giorno a qualcos’altro e si tende a fare il gioco dei veri criminali. Qualcuno vorrebbe imputare il problema della criminalità a Catanzaro all’amministrazione comunale. Le parole che abbiamo sentito pronunciare (si riferisce all’assessore regionale Vincenzo Ciconte, ndr), sono assurde. Non possono permettersi di parlare. La regione ha iniziato il suo lavoro in continua violazione dello Statuto. Siccome siamo in una regione che per è un paradiso terrestre e non è colpita dalle problematiche, dopo 6 mesi questa amministrazione regionale non ha una giunta. Molte iniziative della Regione sono illegittime. Abbiamo delibere annullate, perché in violazione di legge. Questa esperienza inizia con un vulnus pesante come un macigno che è la rinuncia dell’ex ministro Carmela Lanzetta a voler far parte di una Giunta perché all’interno ci sono indagati e sospetti su persone coinvolte in reati di mafia. Altro che trasparenza. Questa sinistra non può parlare di trasparenza e di modello di gestione. La lotta alla criminalità si fa con esempi”. E conclude con la frase “pomo della discordia”: “In questa città, in questa regione, chi delinque deve essere isolato così come la storia della città insegna. E vanno isolati, anche quelli che hanno la copertura politica della sinistra”.
    Indice puntato, dunque, contro Pd, sinistra e intera coalizione di governo regionale. E le accusa di Tallini non potevano restare “impunite”, specie se dopo il suo intervento tocca ad Enzo Bruno, presidente provinciale, ma prima di tutto segretario del Pd catanzarese, dire la sua. “E’ necessario dare un segnale di unione e compattezza. Io ad un Consiglio comunale dove ci si accusa di reciproca criminalità non partecipo. Ad una città intimidita, intimorita, non possiamo dare un segnale di divisione, ma di unità nel reggere ed interpretare l’escalation criminale che stiamo registrando. Sono convinto che non si debba minimizzare, ma neanche esagerare. Serve compattezza per dire alla città che può stare tranquilla. Non ci si può accusare qua dentro accusando chi secondo noi ha fatto peggio. Non ci sono mafiosi nella Giunta regionale. Questo lo dico a gran voce. L’assessore De Gaetano non è indagato. Subisce una vicenda mediatica che in questo momento deve essere fermata. Sulla sua persona si assume la responsabilità il presidente regionale Mario Oliverio sul quale non vi è alcun dubbio si trasparenza e legalità. Se qualcuno è a conoscenza di patti scellerati tra pezzi di politica e ‘ndrangheta andasse in procura. Questo non è il luogo per discuterne. Dobbiamo essere autorevoli di fronte ai cittadini – ha concluso Bruno – davanti all’aggressione criminale. Pensavo che si discutesse di come le nostre forze dell’ordine gestiscono in emergenza la tutela del territorio troppo ampio per l’organico e non di altro, oggi. Alziamo l’asticella dell’attenzione e focalizziamo la nostra attenzione sui problemi veri e reali”.

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