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Reggio – Processo ‘New Bridge’. Regge l’accusa, solo due assoluzioni in abbreviato

23 Aprile 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Si chiude con 5 condanne e due assoluzioni il troncone abbreviato del processo “New Bridge”. Ieri il gup Domenico Santoro ha condannato a 9 anni di carere Nicola Carrozza, a 12 anni Domenico Geranio, a 9 anni e 8 mesi Carlo Piscioneri mentre 6 anni e 8 mesi sono stati inflitti a Eugeni Ignelzi e 6 anni a Antonio Francesco Tamburello. Gli imputati erano accusati a avario titolo di di associazione mafiosa, traffico internazionale e detenzione di stupefacenti, armi e riciclaggio di denaro. Assolti da ogni accusa, per non aver commesso il fatto, Cosimo Marando, difeso dall’avvocato Leone Fonte, e Giovanni Morabito assistito dai legali Luca Barillà e Tonino Curatola. Per Morabito il pm antimafia Paolo Sirleo aveva chiesto una condanna a sei anni e e 20 mila euro di multa mentre per Marando la stessa Procura aveva chiesto l’assoluzione dopo l’annullamento della cassazione che aveva “cassato” l’accusa di associazione mafiosa.

L’inchiesta “New bridge” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, avrebbe scoperto una organizzazione della ’ndrangheta della ionica calabrese operante fra Italia, Stati Uniti, Canada, Centro e Sudamerica. Fra i coinvolti ci sono presunti esponenti delle famiglie Ursino e Simonetta, capi di una potente `ndrina della ionica calabrese e personaggi stranieri e italo-americani. Risultano essere indagati anche presunti affiliati alla famiglia mafiosa dei Gambino, attivi in Usa. L’indagine “New Bridge” è infatti, il frutto di un lavoro, avviato nell’ambito del protocollo “Phanteon” del ministero dell’Interno e che ha previsto anche lo scambio, fra Italia e gli Stati Uniti d’America, di investigatori esperti nella lotta alla criminalità di tipo mafioso. In oltre 2000 pagine di informativa della Polizia di Stato, con una quantità enorme di intercettazioni telefoniche e ambientali, sono condensati due anni di indagini che puntano a dimostrare l’esistenza di un “ponte” fra la Calabria e gli Stati Uniti per un sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti e del riciclaggio di denaro. Al Tribunale di Locri invece, è in corso di celebrazione il processo ordinario per le altre 13 persone che sono state rinviate a giudizio dal gup Domenico Santoro. Il processo è stato disposto infatti, per Carlo Brillante, classe 1965, Daniele Covotto, Bledar Halili, Cosimo Ienco, Vincenzo Perrelli, Daniele Lacatus, Andrea Memmolo, Nicola Antonio Simonetta, Mario Ursini, classe 1950, Francesco Ursino, classe 1982 e Francesco Vonnella.

Angela Panzera

Tags: ndranghetanew bridgeprocessoSentenza
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