Torna ad assaporare, sia pure con delle limitazioni, quella libertà rinchiusa per 25 anni nello spazio di una cella. Per Santo Barreca, infatti, condannato all’ergastolo, si schiudono le porte del carcere, sia pure soltanto per lavorare all’esterno, dopo un lungo regime di alta sicurezza trascorso negli ultimi anni tra le mura dell’istituto penitenziario di Tempio Pausania, in Sardegna. Una decisione giunta dopo un iter burocratico complesso che ha coinvolto diverse articolazioni della Giustizia, curato dal sostituto procuratore Giuseppe Lombardo ed assistito dagli avvocati Aurelio e Steve Chizzoniti. Una notizia, resa nota nei giorni scorsi dagli stessi avvocati attraverso una nota stampa, per rimarcare la voglia di riscatto del detenuto. Una volontà che, nel tempo, ha portato il cinquantaseienne pluriergastolano pellarese ad essere una persona completamente diversa da quella conosciuta dalle cronache giudiziarie del tempo. E che lo ha portato, nel corso del lungo periodo di detenzione, a conseguire degli evidenti risultati riguardo la sua rieducazione e risocializzazione tanto da far affermare al dottor Lombardo che “il regime carcerario di alta sicurezza nel quale il Barreca Santo è attualmente allocato ha perso sostanzialmente la sua efficacia e la sua finalità”. E quindi, in ordine all’invocata declassificazione del detenuto afferma che “la stessa è già avvenuta sul piano sostanziale”. Ammesso al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 dell’Ordinamento penitenziario, Santo Barreca in tutti questi anni di duro regime carcerario ha dapprima conseguito il diploma di istruzione secondaria superiore ad indirizzo artistico, dopo aver superato gli esami di Stato all’istituto “Sansi Leonardi” di Spoleto, e poi si è iscritto all’Università di Perugia, facoltà di Lettere e Filosofia, arrivando ad un passo dalla felice conclusione al cui traguardo mancano soltanto pochissimi esami. Accanto a questo, numerosi premi conseguiti anche sul versante della regia teatrale, un corso di lingua e letteratura spagnola accompagnato da ottime note di giudizio, come pure quello riguardante la lingua e letteratura italiana, il corso di Cineforum, un laboratorio creativo e le diverse partecipazioni a varie iniziative di volontariato all’interno di particolari progetti pilota dedicati ai detenuti.
Per gli avvocati Steve ed Aurelio Chizzoniti l’ergastolano Barreca è ormai pronto ad usufruire di ulteriori benefici alternativi alla detenzione quali permessi premio e semilibertà alle cui conquiste “la già concessa autorizzazione al lavoro all’esterno è strettamente propedeutica”. Gli stessi difensori hanno voluto attraverso una stringata dichiarazione sottolineare che “l’obbiettivo tenacemente raggiunto da Santo Barreca non soltanto premia un percorso di adamantino recupero dello stesso ma essenzialmente traduce una eloquente vittoria dello Stato nel cui contesto è dimostrato che la finalità detentiva volta al recupero del condannato non è soltanto un’astratta e quasi surreale previsione ex art. 27 della Costituzione, sottolineando, altresì, il ruolo di fondamentale centralità della Procura della Repubblica nonché del personale direttivo ed esecutivo operante presso le strutture penitenziarie, soprattutto quelle di Spoleto e Tempio Pausania, ove Santo Barreca è stato detenuto”.
do.gri






