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Reggio – Condannati i tre stupratori del ragazzo disabile violentato a Catona

17 Aprile 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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di Angela Panzera – Violentarono un ragazzo disabile, tre condanne. Questo pomeriggio il gup di Reggio Calabria, Karin Catalano, ha inflitto 10 anni di carcere a Safa Aatiq e 8 anni di detenzione a Angelo Calabrese e Domenica Giovanna Catalano. I tre sono stati quindi riconosciuti colpevoli, a vario titolo, dei reati di violenza sessuale di gruppo, corruzione di minore e sequestro di persona. Per loro il pm Sara Amerio in sede di requisitoria aveva invocato dieci anni di reclusione ciascuno, richiesta che sarebbe stata di 15 anni e che conta quindi della diminuzione prevista dalla scelta del rito abbreviato. Alla luce quindi della decisione del gup reggino regge in toto l’impianto proposto dalla Procura.

I fatti risalgono al 24 gennaio del 2013 quando i tre avrebbero abusato di un ragazzo affetto da una grave forma di disabilità; abusi perpetrati in concorso con altre persone non imputate in questo processo svoltosi con rito abbreviato.

È una sera di inverno e a Catona, alla periferia Nord di Reggio Calabria, si sta stava svolgendo una festa alla quale partecipano oltre 10 persone; si balla, si canta e si beve tanto alcool, ma quello che doveva essere un party di compleanno si trasforma in una storia orribile.

Una macabra vicenda portata a conoscenza della forze dell’ordine grazie al coraggio della madre della vittima. La donna, infatti, si rivolge ai Carabinieri della locale stazione ai quali racconta il suo dramma di mamma costretta a scoprire, attraverso un video lasciato all’esterno della porta della propria abitazione, le violenze subite dal figlio, maggiorenne, ma con una grave disabilità che lo ha portato ad avere l’85% di invalidità.

I militari, una volta raccolta la denuncia hanno esaminato nel dettaglio le immagini consegnate e le indagini sono state avviate immediatamente dalla Procura reggina. Decine di minuti di filmato in cui all’interno sarebbero contenute scene raccapriccianti. Dall’analisi del video pare che la vittima sarebbe stata costretta a subire atti sessuali, nonché numerose sevizie. In particolare l’uomo viene dapprima denudato, viene costretto a stare a terra “gattoni” nudo con persone collocate sul dorso, gli viene messa una catena al collo e portato in giro per casa; gli vengono tirati i capelli, viene fatto oggetto di sputi, minacce, viene picchiato, calpestato, costretto a baciare i piedi dei presenti ed infine viene fatto oggetto di violenza sessuale.

Tutto questo per i magistrati è avvenuto abusando delle condizioni di inferiorità psichica della vittima, da più persone riunite in gruppo e con le aggravanti di aver commesso il fatto per motivi abbietti e futili nonché di aver agito con crudeltà e con l’uso di sostanze alcoliche.

In alcuni momenti, nel video si osserverebbe che il ragazzo viene lasciato fuori dalla porta al freddo completamente nudo. Ai presunti responsabili fu contestato anche il sequestro di persona poiché trattennero la vittima all’interno dell’abitazione, teatro degli abusi e delle sevizie, contro la sua volontà.

Contestato anche il reato di corruzione di minore poiché due bambini spesso comparirebbero nel filmato e quindi avrebbero assistito alle fasi della violenza. Si tratta di un minore che all’epoca dei fatti aveva meno di un anno di età, mentre l’altro è una bimba di poco meno di tre anni che viene addirittura collocata sulla schiena della vittima quando si trova a terra. Per la Procura reggina la protagonista principale della vicenda è una delle due donne marocchine, che inizialmente avrebbe coinvolto il giovane in un ballo sensuale, poi sfociato presumibilmente negli abusi sessuali. Gli altri soggetti avrebbero partecipato con urla, incitazioni, applausi, compiaciuti delle condotte violente ed abusanti della donna verso il ragazzo.

Tags: 39 anni Saverio Salvatore Petrozzadisabileprocessostuprotorturaviolenza sessuale
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