di Stefano Perri – ”Le nostre due stelle polari sono il mantenimento dei servizi e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Lavoriamo in silenzio e portiamo a casa risposte per la nostra città”. Il Sindaco Falcomatà mette a tacere dubbi e malumori sul tema delle società in house. Nella parte conclusiva del consiglio comunale convocato ad hoc sulla vicenda della ex Multiservizi il primo cittadino chiarisce ufficialmente gli intendimenti dell’amministrazione circa il futuro dei lavoratori della ex partecipata comunale e sul percorso di costituzione della nuova società in house.
”Il nostro obiettivo era e rimane quello di costituire la società. Se così non fosse non avremmo avviato la consiliatura sottoponendo al consiglio le linee di indirizzo per la nomina degli amministratori. Avremmo potuto trovare un alibi, ma non l’abbiamo fatto”.
L’iter legislativo per la nuova in house – A bloccare il percorso di costituzione delle società in house è stato infatti in questi mesi è stato il Decreto Legge 66 che di fatto vietava nuove assunzioni agli Enti che non rispettano termini di pagamento nei confronti di soggetti creditori di 90 giorni nell’annualità 2014 e di 60 nel 2015. Considerando che il Comune di Reggio Calabria ha tempi medi di pagamento di 734 giorni, fino ad oggi non è stato possibile procedere alla costituzione della Società in house.
”Ci siamo impegnati affinché questa norma fosse modificata – ha spiegato ancora il Sindaco in aula – una proposta di modifica che non è eterea, ma prevista nell’articolo 20 del Decreto Legge Enti Locali in discussione al Consiglio di Ministri. Un grande risultato politico, ottenuto perché Reggio siede nel coordinamento Anci ed ha ricostruito la sua immagine, superando l’onta della città commissariata nella quale si erano sperperate risorse pubbliche per interessi privati. Ora diciamo basta alla demagogia e al populismo – ha proseguito il Sindaco – certo non possiamo dire di avere ancora risolto il problema, ma quando il Decreto sarà approvato potremo procedere alla costituzione della nuova società. E nel frattempo dopo aver prorogato due volte i tirocini formativi per gli ex di Multiservizi, con l’approvazione del documento di bilancio regionale prolungheremo i contratti fino a dicembre 2015, con una retribuzione che passa da 400 a 700 euro mensili. Un provvedimento che ridarà dignità a questi lavoratori”.
Il documento della minoranza – L’intervento finale del Sindaco di fatto mette fine ad una lunga serie di batti e ribatti che ha caratterizzato una seduta del Consiglio dai toni accesi. Dopo l’iniziale approvazione, all’unanimità, della proposta di intitolare la sala del Consiglio al Sindaco della rivolta Piero Battaglia, il dibattito ha iniziato ad infiammarsi, complice anche la presenza in aula degli stessi lavoratori della ex Multiservizi, intervenuti in massa per assistere alla riunione del Consiglio attesa ormai da quasi due mesi.
Toni accesi in Consiglio – Il momento più alto dello scontro si è registrato in seguito alla proposta, poi bocciata dalla maggioranza, da parte del capogruppo di Forza Italia Demetrio Marino, di un ordine del giorno di indirizzo sulla questione Multiservizi.
”Se il Sindaco non ci dice quello che sta facendo, provvediamo noi ad avanzare una proposta” aveva dichiarato Marino in aula presentando il documento. Una mossa che però non ha convinto i consiglieri di maggioranza, su tutti Albanese, Mauro, Burrone, Brunetti, per i quali il documento era solo ”un doppione” di quanto già l’amministrazione sta facendo da mesi. ”Non dobbiamo dare nessun mandato al Sindaco – ha ribattuto in aula il consigliere di A Testa Alta Paolo Brunetti – perché se lo è già preso. Mentre noi eravamo qui a giocare, lui era a Roma per risolvere la questione”.
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