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    Riccardo Mauro

    Sogas, Mauro: ‘Il Comune farà la sua parte. Ma la politica scenda in campo’

    di Stefano Perri – ”Il Comune la sua parte la farà. Abbiamo già predisposto il riconoscimento del debito. Ma sarebbe miope ridurre i problemi della Sogas ai fondi del Comune. C’è bisogno di un ragionamento politico molto più ampio”.

    Il Comune di Reggio Calabria batte un colpo. Chiamato in causa più volte anche dal Presidente della Provincia Giuseppe Raffa, il Municipio reggino interviene nella querelle sulla ricapitalizzazione della Sogas. A parlare è Riccardo Mauro, consigliere che fino ad oggi ha seguito la partita delle Società partecipate del Comune ed al quale dovrebbe essere assegnata la specifica delega dopo la riunione del Consiglio di martedì prossimo.

    Proprio domani i rappresentanti sindacali dei dipendenti di Sogas saranno ricevuti a Palazzo San Giorgio. La tensione è alta dopo lo scambio di battute al vetriolo tra la Cgil e il presidente dimissionario Carlo Alberto Porcino. Ad accogliere i rappresentanti dei lavoratori nel palazzo cittadino, insieme al Sindaco Giuseppe Falcomatà, sarà proprio il consigliere Mauro, che lunedì sarà presente nell’attesissima assemblea dei soci Sogas.

    ”Riconosceremo il debito” annuncia Mauro. Ma la sua non è una risposta a quanto dichiarato ieri dal Presidente Raffa.

    ”Chiaro che il Comune si comporta in maniera diversa in base alle quote di partecipazione che ha nelle diverse società – spiega Mauro – una cosa è l’Atam, sulla quale abbiamo il 100% delle quote, ben altra cosa è Sogas, all’interno della quale abbiamo appena il 4,63%”.

    Quel che è certo – dice Mauro – ”che il Comune farà la sua parte. Certo non possiamo materialmente rinunciare ai nostri crediti, perché ce lo impedisce la legge”. Mauro si riferisce agli oneri fiscali che Sogas deve al Comune.

    ”Ma se il problema – aggiunge – sono i 132 mila euro che il Comune dovrebbe versare, il ragionamento mi pare un po’ miope. Non posso credere che una società cosi imponente, con un numero cosi alto di dipendenti, sia condizionata dal versamento di 132 mila euro. Bisogna che in campo scenda la politica e si vada nella direzione di un’unica società di gestione per gli aeroporti calabresi. E’ un formula che ha già ottenuto risultati in altri contesti. E per quanto mi riguarda è l’unica soluzione possibile”.

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