di Domenico Grillone – L’arte espressione di sé come valore aggiunto alla propria esistenza. E soprattutto depurata dall’ansia del successo, dalla “necessità” di rincorrere la fama per un uso in un certo senso terapeutico, che ti aiuta quando stai male e ti permette di cambiare la tua vita in meglio. E’ questo il senso dell’iniziativa del Circolo culturale “Guglielmo Calarco” dal titolo “Arte al femminile: un percorso esistenziale” che ha visto tre pittrici (Adele Canale, Francesca Perina e Maria Romeo Schepis) mettersi in gioco con grande disponibilità ed autenticità per dimostrare come l’essere umano sia capace, attraverso le sue risorse, di rialzarsi e di dare un senso diverso alla propria esistenza. Un modo assolutamente originale per celebrare la Giornata internazionale della donna grazie all’idea della dottoressa Elisabetta Felletti, psichiatra e psicoterapeuta, (suo l’interessante volume dal titolo ‘Come un equilibrista sul filo’) che dopo una serie di incontri preliminari ha consentito alle pittrici di conoscersi, raccontare le proprie esperienze, individuando le similitudini e le differenze tra loro, sia sul piano del percorso artistico che sul piano della personalità. Insomma, si è trattato della creazione di un gruppo al femminile che piano piano ha acquistato la sua identità e che alla fine ha voluto mostrarsi e raccontarsi davanti a un pubblico veramente interessato alle dinamiche, alle emozioni che stanno dietro la creazione dell’opera artistica, a quadri che rappresentano momenti di passaggio della propria esistenza, della solitudine o della maternità. “L’incontro è servito ad esaminare il legame tra l’arte, il percorso individuale, l’aspetto emotivo della persona e la visione dell’arte come terapia – spiega la dottoressa Falletti – quindi come momento di crescita e cambiamento della propria esistenza. Un’ idea di base sviluppatasi grazie alle tre pittrici per instaurare un dialogo su queste tematiche ed anche sull’aspetto emotivo che per esempio porta alla creazione dell’opera d’arte e su come l’arte abbia cambiato la propria esistenza. Un momento catartico ma anche momento terapeutico”. Donne che grazie alla pittura sono riuscite a superare momenti difficili della propria esistenza, “pittura come compagna di vita” dice Adele Canale, o “momento di gioia e serenità ma anche una necessità di vita” afferma Francesca Perina che è riuscita attraverso l’arte, così come le altre pittrici, a modificare in meglio la propria esistenza. Un’arte, come già detto, capace di trasformarsi in terapia come è accaduto a Maria Romeo Schepis che ha cercato di trasmettere le proprie emozioni sulla tela rispetto anche ad eventi forti accaduti nel corso della propria esistenza. “Gli eventi della vita sono tanti – dice ancora Elisabetta Felletti – ma l’essere umano attraverso l’arte può riuscire a ritrovare se stesso. Questo è stato il senso dell’incontro. Ed il filo conduttore è stato la passione che diventa motivo d’esistenza ma anche di cambiamento. Ti aiuta quando stai male e ti permette di cambiare la tua vita in meglio. Non è necessario rincorrere la fama o essere artisti famosi, credo che già il fatto di potersi esprimere attraverso determinati strumenti come la pittura o qualunque altra cosa, significativa per la persona stessa dando un senso ulteriore alla propria esistenza, ci pone al riparo da problematiche di tipo depressivo o simili, perché ci confrontiamo con noi stessi e tiriamo fuori delle belle cose, dando questo senso ulteriore alla vita”.





