di Stefano Perri – Ci sono dipendenti Sogas che ”usufruiscono della benevolenza di qualche complice che timbra per conto terzi i tesserini. In particolare un dipendente che percepisce lo straordinario senza effettuarlo. In alcuni turni serali non si vede nessuno mentre qualcun altro frequenta palestre durante il turno di servizio”. C’è questo e molto altro nel dossier presentato alla Procura di Reggio Calabria dall’ormai ex dipendente della Sogas, Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto, Angelo Di Bua, licenziato tre mesi fa dopo una lunga vertenza.
Lo scorso 15 gennaio la Società di gestione dell’Aeroporto dello Stretto aveva comunicato il licenziamento del dipendente, sottolineando da parte sua un ”comportamento recidivante” che aveva comportato in passato ”due sospensioni dal lavoro e dalla retribuzione”, in virtù del fatto Di Bua Giancarro non avrebbe ”osservato alcuno dei turni di lavoro assegnati per il mese di dicembre 2013 e nei giorni in cui è stato presente in Azienda ha ritenuto di non svolgere neppure in parte le prestazioni che avrebbe dovuto espletare in tali turni”.
Pochi giorni dopo, in una lettera a firma dello stesso Di Bua, che è anche componente della segreteria regionale e provinciale dell’UGL Trasporto Aereo, la risposta a Sogas seguita da una corposa denuncia presentata in Procura.
Ed è proprio a seguito di quella denuncia che oggi Di Bua ha voluto integrare il dossier inviando in Procura un corposo carteggio con l’obiettivo di ”segnalare diversi aspetti gestionali considerati penalmente rilevanti”. Nell’esposto presentato da Di Bua alla Procura di Reggio Calabria, il contenuto di una lunga serie di telefonate, da lui stesso registrate, con alcuni degli attori principali dell’universo Sogas. In una telefonata ”emerge che il capoturno di un ufficio che doveva montare di servizio alle ore quattro, alle cinque ancora non era arrivato in aeroporto, sottolineando che qualcuno gli aveva già timbrato il tesserino, concludendo la conversazione affermando che è uno schifo”.
Ma non è tutto. Tra le carte del dossier presentato da Di Bua eloquente è la conversazione registrata tra lo stesso ex dipendente Sogas e il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa che – come si legge nel dossier – ”definisce Porcino un c… , richiamando anche l’assunzione del portaborse dell’Onorevole Nino Foti, Vincenzo Minniti, invitando lo stesso Di Bua, a non parlare con Minniti e criticando anche l’Avvocato Aurelio Chizzoniti perché intervenuto a mezzo stampa in difesa dello stesso Di Bua”.
Ed ancora, sempre lo stesso dossier presentato in Procura da Di Bua, fa riferimento ad un altro sindacalista, Francesco Cozzupoli, che ”si dichiara in procinto di ottenere, tramite un amico giudice, un incontro con il Procuratore”.
”Non meno rilevante” – secondo la denuncia presentata da Di Bua – ”è il riferimento ad un colloquio fra taluni dipendenti Sogas che riguarda un ritenuto falso in bilancio ascrivibile a Porcino che per far capire che era bravo ha portato i conti a zero”. Affermazione, quest’ultima, secondo il dossier di Di Bua, riconducibile all’ingegnere Luca Federico, marito dell’Ingegnere Domenica Catalfamo, dipendente dell’Amministrazione Provinciale ma anche componente del Consiglio d’Amministrazione”.
Le conversazioni registrate e presentate in Procura da Di Bua, contengono anche ”chiari riferimenti all’assunzione in Sogas Service – tramite Raffa – di una signora il cui marito sarebbe stato sottoposto alla misura di sorveglianza speciale. Lo stesso – si legge nelle conversazioni – poiché si recava spessissimo in aerostazione assumenti atteggiamenti spavaldi essendo geloso della moglie ha avuto uno scontro con taluni elementi delle forze dell’ordine operanti in aerostazione”.
Di Bua conclude l’esposto chiedendo di essere sentito personalmente, ma non prima di aver stigmatizzato ”il comportamento del Consiglio Provinciale e segnatamente dei Consiglieri di minoranza che consentono – tacendo – a Porcino di assumere personale ben sponsorizzato defilandosi a fronte delle ingenti risorse finanziarie erogate alla Sogas governata dallo stesso Consiglio d’ Amministrazione che produce ingenti debiti”.
Accuse pesantissime quelle presentate dall’ex dipendente Sogas, inviate al Procuratore capo Federico Cafiero de Raho, al Procuratore Sara Amerio e al Comandante della sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Saranno loro adesso, a stabilire se la denuncia presentata da Di Bua, è abbastanza per aprire un fascicolo sui conti e sulla gestione della Sogas.
”Sto per finire le poche risorse economiche che con sacrificio avevo messo da parte – scrive Di Bua rivolgendosi alla Procura – tra poco mi ritroverò a non poter più far fronte a quanto un genitore è obbligato a fare per i propri figli, ed il mio pensiero va al Porcino Carlo Alberto e al Calarco Vincenzo, i quali – conclude Di Bua – malgrado tutti i reati da loro commessi, continuano ad essere al loro posto, continuando ad usufruire di risorse pubbliche”.





