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    Reggio – Disposta l’autopsia sul corpo di Triolo. La Procura vuole vederci chiaro

    di Stefano Perri – La Procura di Reggio Calabria ha disposto l’autopsia sul corpo di Gennaro Triolo, il 47enne reggino accusato delle telefonate anonime di minaccia ai pm Giuseppe Lombardo e Nicola Gratteri. L’uomo era stato incastrato dalle immagini delle telecamere della Guardia di Finanza che indagava sulle minacce ai Pm della Procura reggina.
    Triolo è stato ritrovato morto stamattina nella sua abitazione nella periferia sud di Reggio Calabria. Viveva insieme ad un’anziana zia costretta a letto da una malattia. Quando questa mattina la badante ha suonato al citofono della loro abitazione ad aprire non c’era nessuno. Allarmata dallo strano silenzio, la signora ha chiamato i familiari dell’uomo che hanno tentato di aprire il portone, che però risultava chiuso con un chiavistello e sbarrato dall’interno. E’ a quel punto che si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco che hanno sfondato l’ingresso dell’abitazione, rinvenendo il corpo senza vita di Triolo disteso sul pavimento.
    Stando ad un primo esame esterno compiuto dal medico legale, il cadavere dell’uomo non presentava alcun segno di violenza. Triolo era iperteso e assumeva farmaci per tenere sotto controllo la pressione sanguigna. Potrebbe esserci questo alla base del malore che ha causato la sua morte. La procura reggina in ogni caso ha deciso di vederci chiaro, disponendo l’esame autoptico che verrà compiuto nelle prossime ore.
    minacce ai pm Gratteri e Lombardo la telefonata trioloTriolo era finito al centro della cronaca alla fine dello scorso mese di gennaio. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza avevano individuato in lui l’autore delle minacce telefoniche indirizzate a Lombardo e Gratteri. L’uomo era stato denunciato lo scorso 27 gennaio ed immediatamente interrogato dal Pm Giuseppe Lombardo, dimostrandosi assolutamente collaborativo.
    L’indagine sul suo conto in ogni caso si sarebbe chiusa a breve. Quel che è certo è che Triolo aveva chiesto l’amministratore di sostegno per la gestione dei beni di sua proprietà ed attendeva l’esito della visita al Centro di Salute Mentale che avrebbe dovuto esprimersi nel merito della sua capacità di intendere e di volere.