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    ‘Omeca Svenduta’, Pdci: ‘Era un gioiello di famiglia. Siamo preoccupati’

    di Grazia Candido – “E’ stato miseramente svenduto un gioiello di famiglia”. Lo ribadiscono all’unisono il segretario provinciale e quello regionale del Pdci Lorenzo Fascì e Michelangelo Tripodi che, nel tardo pomeriggio di oggi, presso la sede di partito, hanno discusso insieme al consigliere regionale Giovanni Nucera (Sel) e al sindacalista Antonio Pensabene della Fiom-Cgil RC sul futuro dello stabilimento Omeca.
    “Siamo fortemente preoccupati per i nostri lavoratori ora che Ansaldo Breda è stato ceduto da Finmeccanica alla multinazionale Hitachi – esordisce l’avvocato Fascì che, più volte, ribadisce la necessità di una sinergia istituzionale tra Comune, Regione e Governo centrale – Con tutte le forze della sinistra, faremo una trincea attorno all’Omeca per cercare di salvare un colosso mondiale che rischia di avere i giorni contati. Dobbiamo capire quale sia il piano industriale di Hitachi e soprattutto, se c’è la reale volontà di mantenere in piedi lo stabilimento reggino o se morirà tra 3 anni quando non avremo più commesse. Hanno svenduto una risorsa del Sud non per un debito di Reggio Calabria ma del gruppo, una risorsa che non doveva essere messa sul mercato visto che facciamo treni per tutta Europa. Pensavamo che lo Stato garantisse al Mezzogiorno le poche fabbriche ma invece abbiamo potuto constatare che ci hanno spogliato ancora una volta, delle poche realtà industriali che ci sono”.
    Sulla stessa lunghezza d’onda è il consigliere regionale Nucera che vede “un’operazione, annunciata due anni fa quando il Governo aveva stabilito la sorte dello stabilimento e già da allora, nessun deputato calabrese era sceso in trincea. Non riusciamo a capire perché si svenda uno stabilimento che dà utili e invece si tengono altri che hanno solo perdite. Il problema – ci tiene a precisarlo Nucera – è strettamente politico ma molta responsabilità ce l’ha l’amministratore delegato di Finmeccanica Moretti che ha distrutto la ferrovia facendo un costante lavoro di demolizione al Sud”.
    Ma la sinistra farà la sua battaglia per le Omeca anche se il destino sembra già ben delineato. Ne è convinto il segretario Tripodi particolarmente preoccupato per i dipendenti dello stabilimento reggino.
    “Ad oggi non c’è un piano industriale e abbiamo la sola certezza della svendita per 36 mln di euro di Ansalbo Breda mentre la compravendita delle azioni di Ansaldo Sts è pari a 9,65 euro ciascuna. Ansaldo Breda rappresenta la strategia produttiva dei trasporti italiani e questa operazione mette in ginocchio il settore strategico dei trasporti che è un punto di forza per il nostro Paese. Siamo stati sempre all’avanguardia nella produzione di materiale ferroviario e insieme agli altri due colossi di Pistoia e Napoli, Reggio Calabria con le Omeca era il polo d’eccellenza”.
    Il segretario del Pdci non manda giù l’ultima visita del premier Renzi “una passerella per celebrare non un battesimo ma un funerale”. “Né un parlamentare né il presidente della Regione Calabria ha detto una sola parola sulla vicenda, solo il sindaco si è espresso ma resta una voce isolata. Sono certo che resterà in piedi lo stabilimento di Pistoia perché interessa al premier mentre saranno chiusi quello di Napoli e Reggio”.
    Spera in qualcosa di diverso il sindacalista Pensabene che vede “la vendita dello stabilimento un’operazione di cassa incomprensibile del Governo fatta sull’industria ferroviaria” e non riesce ad accettare che “si perda un’azienda con una grande storia alle spalle perché manca una politica industriale seria per il rilancio del Paese”.
    “In questi 3 anni – conclude Pensabene – non sarà fatto nessun investimento e sappiamo che senza questi si va alla chiusura. Noi contrasteremo questa politica distruttiva perché non ci possiamo permettere di perdere quello che si è costruito in tanti anni di lavoro. Giovedì abbiamo una riunione con i lavoratori che si sentono traditi da un Governo che aveva dato garanzie per il futuro ma poco tempo dopo, ha svenduto solo per far cassa”.