“La CGIL della Calabria e della Piana di Gioia Tauro – si legge in un comunicato – sostiene senza alcun indugio l’operazione della DDA di Reggio Calabria, denominata “Bucefalo” (qui i dettagli), che ha portato al sequestro di alcune attività nel Parco commerciale Annunziata di Gioia Tauro. Il lavoro della Magistratura ha messo in luce i rapporti fra la famiglia Annunziata e la potente cosca ndranghestista dei Piromalli, contestando i gravissimi reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, contraffazione, frode in commercio e ricettazione”.
Dopo che la grande attenzione mediatica è stata convogliata nei sequestri delle attività dell’imprenditore Annunziata, i lavoratori del centro commerciale chiedono che l’attenzione venga spostata su di loro e sul futuro delle loro attività.
E, in gruppo, stamattina hanno manifestato nel parcheggio della struttura chiedendo che si faccia al più presto chiarezza sulla vicenda.
La tesi investigativa avrebbe rilevato che l’intera struttura fosse totalmente nelle mani dei Piromalli, idea totalmente smentita dai lavoratori che avrebbero smentito qualsiasi tipo di interferenza illecità.
” Il giusto diritto al lavoro – scrive comunque la CGIL – ed al salario non può essere assolutamente strumentalizzato”
“In questo quadro, la difesa dei diritti delle persone – prosegue il comunicato – che lavorano si afferma principalmente sostenendo il lavoro della DDA di Reggio Calabria. Per questo la CGIL chiederà un incontro all’Amministratore giudiziario da poche ore nominato ed al Prefetto di Reggio Calabria chiedendo le garanzie necessarie affinchè si tuteli l’occupazione e la capacità produttiva delle attività sequestrate”.
“Infine, la CGIL – si legge – continua a ribadire le richieste, già espresse da tempo dalla nostra struttura nazionale, su provvedimenti legislativi efficaci in tema di riattivazione del lavoro in situazione di sequestri e confische di beni e aziende, rafforzando – conclude il comunicato – il ruolo dell’Agenzia nazionale e chiedendo, soprattutto per i territori ad alta densità mafiosa, il rafforzamento della dotazione di uomini e mezzi delle Procure e delle forze dell’ordine”.






