Un albergo abusivo creato dentro un bene sequestrato. E’ questa la storia resa nota dal Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Lucio Musolino. Secondo quanto reso noto la vicenda riguarderebbe un’associazione sportiva che aveva affittato dallo Stato la villa del “Re dei videopoker”. La scoperta è stata fatta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria andando a controllare cosa succedeva nella villa in montagna sequestrata Gioacchino Campolo, l’imprenditore finito in carcere nel 2009 e condannato in appello a 16 anni.
«Quello stabile – si legge nell’articolo – doveva servire per promuovere le attività invernali dell’associazione sportiva “Free Spirits”. Al massimo la struttura sequestrata a Campolo poteva diventare una foresteria sportiva per gli amanti della montagna. E invece è stata trasformata in un albergo senza alcuna autorizzazione e senza la regolare fornitura dell’acqua e dell’energia elettrica: allacci abusivi per non pagare nulla. Per questo motivo il presidente dell’associazione Vincenzo Tornabene il primo febbraio è stato arrestato in flagranza di reato dalle Fiamme gialle. Un arresto per furto di energia elettrica convalidato il giorno successivo dal Tribunale che non ha applicato alcuna misura cautelare nei confronti del titolare dell’associazione, comunque indagato. Al di là dell’arresto quello che impressiona è la facilità con cui un bene dello Stato possa essere utilizzato per commettere reati”. La struttura sarebbe stata affittata al prezzo di 5700 euro all’anno, «Tornabene – scrive il Fatto – aveva affittato la mega villa dalla “Grida Srl” (società anche questa sequestrata al “Re dei videopoker”), gestita dall’amministratore giudiziario Giuseppe Giuffrida il quale, non essendo residente a Reggio Calabria, aveva affidato il bene a Giuliana Lovecchio, assunta nell’ottobre 2010 dopo che la Procura aveva arrestato Campolo».
Come nei migliori alberghi, la guardia di finanza ha trovato i numeri attaccati alle porte delle camere da letto dove ancora dormivano i clienti i quali hanno dichiarato di aver pagato regolarmente il pernottamento alla “Free Spirits” che aveva messo in piedi anche un ristorante abusivo dandolo, per un periodo, “in subappalto”».





