Daniele Carchidi, della Cgil, chiede che vengano scoperte le carte, afferma di non volere l’ingerenza del Ministero per lo sviluppo Economico nelle trattative con gli acquirenti, ma che il ministero non può tirarsi indietro così. Conq euste poche parole Daniele Carchidi, riassume quella che è l’attuale situazione di Infocontact.
Dalla informativa dei commissari, inviata al sindacato, si apprenderebbe, infatti, che il bando di gara è stato vinto dalla Abramo su Lamezia e da Comdata su Rende, le due sedi dell’azienda Infocontact attive sul territorio. Si tratta di 1035 dipendenti su Lamezia e 455 su Rende. Verrebbero mantenute le posizioni di tutti gli operatori inbound ed outbound e parte di personale produttivo indiretto. Resterebbero fuori, invece, dalla proposta delle due aziende, circa 100 persone (70 circa su Lamezia e 30 su Rende). I commissari, però, secondo quanto riferito dai sindacati, demandano agli acquirenti. “Il Mise alla richiesta di svolgere un ruolo di mediatore e di arbitro si defilerebbe”.
I rappresentanti sindacali si dicono “soddisfatti per la concretizzazione delle offerte che danno una possibilità di futuro per quasi tutto il perimetro occupazionale, ma scontenti per non aver ancora il quadro completo delle due offerte… e già l’ipotesi che 100 persone possano restar fuori, non va bene”.
I funzionari del MiSE insisterebbero che secondo la legge non è dovuta maggiore informativa in quanto trattasi di materia esclusivamente sindacale. Il ministero quindi si defilerebbe e si sottrarrebbe dal ruolo di protagonista relegandosi a quello di spettatore delegando tutto alla trattativa sindacale. In sostanza da questo incontro si apprende con certezza che le offerte vincolanti sono state presentate ma si resta troppo vaghi e fumosi sulla tenuta del perimetro occupazionale e delle tipologie contrattuali che verranno proposte.
L’assessore regionale al Lavoro, Carlo Guccione, ha, infatti, incontrato a Roma il Sottosegretario Teresa Bellanova e l’incontro si è concluso con l’apertura della “fase negoziale tra le Organizzazioni sindacali e le imprese subentranti al fine di salvaguardare i livelli occupazionali – si lege in una nota della Giunta -. In questa fase – conclude il comunicato – il governo regionale e quello nazionale avranno il compito di accompagnare ed agevolare questo processo di trasformazione aziendale, favorendo la soluzione positiva di una vertenza che coinvolge migliaia di giovani lavoratori calabresi in una regione in cui i livelli occupazionali e tutti gli indicatori economici principali hanno toccato percentuali negative inquietanti e, quindi, non può permettersi di perdere altri posti di lavoro”.






