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    Uniti per la truffa: un sistema di scatole vuote per succhiare i soldi del Por

    di Stefano Perri – Avevano partecipato ad avvisi pubblici della Regione Calabria per la concessione di contributi a fondo perduto per un valore complessivo di quasi 100 mila euro, ottenuti grazie a false attestazioni e documentazioni fantasiose.

    Con quest’accusa sono stati arrestati stamani il Sindaco di Nardodipace Romano Loielo, insieme a Romolo Tassone, Mario Carrera e Fabio Rullo, sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, indagati insieme ad altri dodici soggetti ai quali è stato imposto l’obbligo di firma.  Tutti sono accusati di truffa aggravata in danno dell’Unione Europea, dello Stato italiano e della Regione Calabria, per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

    Il meccanismo era semplice ma tremendamente efficace. Il gruppo utilizzava associazioni e società fittizie al fine di accaparrarsi i fondi regionali per aiuti alle imprese attraverso la concessione di borse lavoro, incentivi occupazionali sotto forma di integrazione salariale e formazione continua. Tutti progetti finanziati attraverso il Por Calabria Fse 2007/2013.

    Le sigle coinvolte complessivamente sono quattro: l’Associazione di volontariato ”corpo volontari di protezione civile Dolmen”, l’Associazione Sportiva ”Allarese”, Associazione Culturale di volontariato ”Acli S. Todaro” ed il Ristorante Pub Ascot. Soggetti giuridici utilizzati dal gruppo capeggiato dal Sindaco di Nardodipace Romano Loielo, per ottenere le erogazioni agevolate.

    Le linee di intervento del Por 2007/2013 sulle quali gli investigatori hanno riscontrato le incongruenze sono tre: la Fase 1 dedicata al sostegno al reddito sotto forma di erogazione di borse lavoro, la Fase 2 per gli aiuti per le assunzioni e la Fase 3 per la formazione continua. Complessivamente le istanze presentate ammontano ad una cifra di poco inferiore ai 100 mila euro:  24 mila euro suddivisi in tre borse lavoro da 8 mila euro ciascuna, più 72 mila euro come integrazioni salariali, 7 mila euro per la formazione continua e 1600 euro per la formazione in aula. Il tutto utilizzando sedi per le associazioni che in realtà erano appartamenti privati, usati come abitazioni, dove non avveniva alcuna attività di formazione.

    Il Sindaco Loielo, 43 anni, appuntato della Guardia di finanza in aspettativa da molti anni, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, era arrivato perfino ad inserire la moglie, la 35enne Claudia Ienco, anche lei coinvolta nell’inchiesta,all’interno dell’Associazione Sportiva Allarese, gestita da Tassone, per farle pervenire i contributi regionali.

    Nell’operazione, condotta dai carabinieri della compagnia di Serra San Bruno e della stazione di Nardodipace, con il coordinamento del comando provinciale di Vibo Valentia, sono coinvolti anche un assessore comunale, Maurizio Maiolo, di 40 anni. Per Maiolo e la moglie del sindaco è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Analoga misura cautelare è stata emessa anche per la moglie dell’assessore Maiolo, Marinella Iacopetta, 32 anni. I suoi due fratelli, cognati dell’assessore Maiolo, Salvatore e Maurizio Iacopetta, di 40 e 37 anni, erano stati arrestati nel novembre scorso dai carabinieri del Ros di Milano con l’accusa di avere costituito in Lombardia un “locale” di ‘ndrangheta. Le persone finite agli arresti domiciliari insieme al sindaco Loielo ed a Romolo Tassone, figlio del boss della ‘ndrangheta Rocco Bruno, sono due imprenditori accusati di truffa aggravata per non avere utilizzato per gli scopi cui erano destinati i finanziamenti pubblici che avevano ricevuto.

    Un sistema di scatole cinesi messo in piedi dal gruppo, smascherato oggi dagli uomini della Guardia di Finanza che da tempo avevano messo gli occhi sulle carte dei progetti presentati per il Por sui quali si registravano le incongruenze sospette.