Nessuna donna nella Giunta Provinciale reggina dal Presidente Giuseppe Raffa. Collettiva Autonomia Protesta: ”Non è solo un problema di parità di genere, ma di rispetto della legge”. Giovedi scorso il Presidente Raffa aveva nominato Pierfrancesco Campisi al posto del dimissionario Giovanni Arruzzolo. Una sostituzione che ha riaperto il dibattito sulla Giunta provinciale, in vista di un possibile rimpasto, che seguirebbe peraltro il ritiro delle deleghe agli altri ex Assessori candidati alle regionali Giuseppe Pirrotta e Domenico Giannetta.
”Avevamo già in precedenza invitato Giuseppe Raffa ad assegnare l’assessorato e a provvedere a politiche adeguate ed efficaci contro la violenza sulle donne dopo l’approvazione di una mozione in merito – scrivono le attiviste di Autonomomia – tutto passato nel dimenticatoio”.
”La composizione di questa giunta – prosegue la nota – è solo l’ennesima conferma, non solo del maschilismo imperante nelle nostre istituzioni ma anche dell’ illegalità dilagante.
Vorremmo ricordare al Presidente della Provincia che esistono delle leggi dello Stato, oltre che quelle statutarie provinciali, in materia di riequilibrio della rappresentanza di genere, che sono state totalmente ignorate”.
”Lo invitiamo pertanto a prendere atto della Legge 215 del 23 novembre 2012 e la successiva Delrio (n. 56 del 2014) che fissa addirittura precise percentuali e che è stata ribadita dalle sentenze del Tar della Calabria. Due quindi gli aspetti che ci indignano: la mancata rappresentanza di genere e l’illegalità. A nulla valgono le conferenze e le iniziative organizzate sulla rappresentanza e contro la violenza sulle donne se non si traducono poi in atti politici e amministrativi, siamo stanche delle ormai consolidate strumentalizzazioni in merito”.
”Molto abbiamo già detto e chiesto in passato – conclude Collettiva Autonomia – adesso pretendiamo che il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa rispetti le leggi dello Stato e riequilibri la rappresentanza di genere all’interno della giunta, che rimetta la delega alle pari opportunità e che non releghi le donne ai soliti assessorati “minori” e senza poteri. Aspettando un riscontro immediato in tal senso, stiamo valutando le azioni da intraprendere affinchè anche in Calabria ci sia rispetto per la legalità e si abbia una democrazia compiuta”.





