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    Reggio – Fallimento Atam: ancora un rinvio. Il Comune intende ricapitalizzare

    di Stefano Perri – Ancora un rinvio. La vicenda Atam è ancora procrastinata. Ma questa volta i contorni della questione sono definiti e precisi. L’azienda si può salvare, si. Ma ci vogliono le carte, tutte le carte a posto. E poi ci vuole la moneta, che è la cosa fondamentale. La nuova data fissata dal Tribunale fallimentare di Reggio Calabria è quella del prossimo 17 giugno. Entro quel giorno i vertici dell’azienda dovranno ancora una volta dimostrare di aver rimesso le cose a posto. I passaggi fondamentali sono definiti.
    Punto primo: la certificazione dei crediti da parte della Regione Calabria. L’iter dai dipartimenti di Palazzo Campanella e anche quello ai Ministeri competenti, Trasporti ed Economia, è sulla buona strada. Pochi giorni fa il dipartimento regionale ai trasporti ha comunicato al Comune di Reggio, socio unico, e ai vertici Atam, che il Ministero ha concluso l’istruttoria sul Piano. ”Per tanto – recita la comunicazione inviata – l’amministrazione regionale, in conformità al Piano di ristrutturazione, intende perfezionare gli atti transattivi previsti nello stesso Piano”. Che tradotto dal burocratese significa che i soldi arriveranno. Manca solo la firma dei Ministri, che arriverà a breve. E complessivamente i fondi certificati, e quindi da erogare, saranno circa 10,8 milioni di euro, di cui una parte, circa 4 milioni, da versare a Trincal a.r.l., società consortile costituita nel 2006 insieme a Piana Palmi Multiservizi, della quale Atam detiene quasi la totalità delle quote, ed la restante parte, 6,8 milioni, da versare direttamente alla società titolare del trasporto locale reggino.

    Chiusa la partita con gli Enti pubblici l’Atam avrà le carte in regola per definire gli accordi con i privati. Si tratta di debiti, da definire attraverso transazioni, nei confronti di decine di piccoli creditori, perlopiù forniture o danni da risarcire, che complessivamente dovrebbero raggiungere la somma totale di 2 milioni di euro. Tra questi spicca una causa pregressa, relativa ad una morte durante il servizio, che incide per un milione di euro. E Atam avrà quattro mesi di tempo per definire il tutto.

    C’è poi l’altra scadenza importante, quella del documento di bilancio, da chiudere entro il mese di aprile. Per quella data saranno certamente definite le certe contabili dell’azienda. Ed alla luce delle nuove entrate – i crediti dalla Regione – e delle nuove uscite – le transazioni con i creditori privati – il Comune di Reggio avrà contezza di quanto dovrà essere la ricapitalizzazione auspicata. In ballo ci sono beni e capitali per complessivi 7,3 milioni di euro, almeno stando al piano di risanamento scritto dalla Pmd, la società milanese assoldata da Atam per rimettere a posto i suoi conti. Il Comune ha già dato la sua disponibilità a ricapitalizzare l’azienda. A rappresentarlo nell’udienza di oggi, il consigliere Riccardo Mauro, che sta seguendo la partita per conto del Sindaco. Ma è chiaro che l’Amministrazione, prima di mettere mano al portafogli, ha chiesto di vederci chiaro.

    Nel piano di risanamento era prevista la cessione della proprietà della struttura di via Foro Boario ed il diritto di superficie su Largo Botteghelle, che insieme dovrebbero essere valutati intorno ai 5,3 milioni. Il resto, secondo il Piano, dovrebbero essere finanziamenti liquidi da parte del Comune. Ma non è affatto scontato che da Palazzo San Giorgio si decida di sobbarcarsi una ricapitalizzazione così cospicua considerando l’ipotesi di fallimento che, nel caso in cui si concretizzasse, si tramuterebbe nella perdita dei beni e dei capitali ceduti. Come dire, oltre il danno, anche la beffa. La palla dunque torna ai contabili di Atam. A loro il compito di definire la posizione finanziaria dell’azienda prima di tornare a sedersi al confronto con il Comune, per contrattare la ricapitalizzazione.

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