Centro cuore di Reggio Calabria. Si rivolge al Ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, in un’interrogazione parlamentare, Demetrio Battaglia del Partito Democratico per conoscere «se e quali iniziative il Governo intenda attivare, con urgenza, al fine di verificare e consentire lo sblocco per le assunzioni del personale specializzato, in deroga al Piano di Rientro, consentendo finalmente l’apertura per i cittadini del “Centro Cuore” di Reggio Calabria». Nell’interrogazione a risposta in Commissione, Battaglia ricorda come nel 2006, con legge della regione Calabria è stato istituito il “Centro Cuore” presso l’Azienda Ospedaliera “Bianchi – Melacrino – Morelli”. «Premesso che l’Azienda ospedaliera ha, per tempo, avviato tutte le procedure per la realizzazione della struttura che è stata ultimata e collaudata nell’anno 2011; la struttura è dotata di avanzate e costose apparecchiature biomedicali idonee al funzionamento di un centro di eccellenza destinato alla prevenzione ed alla cura delle malattie cardiovascolari per la provincia di Reggio Calabria; nelle more della definizione e dell’ultimazione dei lavori, l’Azienda Ospedaliera aveva anche determinato il piano di fabbisogno del personale necessario per rendere funzionante il Centro ed aveva avanzato la richiesta alla Regione per le relative autorizzazioni all’espletamento delle procedure di selezione del personale; la Regione aveva avviato l’iter per consentire il reclutamento del personale specializzato utile all’apertura del Centro al fine di renderlo punto di riferimento non solo per la provincia di Reggio ma per l’intera Calabria ed il Mezzogiorno; l’intervenuto Piano di rientro sanitario ha bloccato ogni procedura di assunzione nell’ambito della sanità calabrese non consentendo l’avvio dell’espletamento delle procedure concorsuali per il Centro Cuore». In questi anni il Ministero della Salute, secondo Battaglia, «non ha provveduto ad assumere iniziative idonee a sbloccare la paradossale situazione di una struttura all’avanguardia ma non fruibile per assenza di personale». Per il pieddino «l’inerzia del Ministero rispetto ad un centro di eccellenza, agli investimenti effettuati ed alle attese dei cittadini non è più accettabile considerato che il predetto Ministero non ha impedito anzi, forse ha autorizzato, altre realtà sanitarie calabresi a procedere ad assunzioni che non hanno certamente le caratteristiche, in termini di utilità, di quelle previste per il funzionamento del Centro Cuore. In particolare – conclude Battaglia -, non si capisce come e quale autorizzazione è stata possibile l’assunzione di decine di persone effettuate dall’Asl di Cosenza nel mentre il Ministero non consente l’apertura del Centro Cuore di Reggio Calabria».






