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Reggio – Calunniò Carabiniere, 2 anni e 4 mesi al perito Daniele Schianardi

12 Febbraio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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tribunale giustizia

Il Tribunale di Reggio Calabria, presieduto da Mattia Fiorentini, ha condannato a 2 anni e 4 mesi di carcere, il perito messinese Daniele Schinardi ritenuto colpevole del reato di calunnia. Nello specifico, il Collegio, accogliendo l’impostazione accusatoria avanzata del pm reggino Sara Amerio, ha riconosciuto che Schinardi avrebbe calunniato il maresciallo reggino Antonio Nucera, attualmente in servizio presso il comando provinciale di Reggio Calabria, all’esito di una relazione svolta nell’interesse di Domenico Demetrio Praticò, condannato per associazione mafiosa alla pena di 15 anni e otto mesi di reclusione dal Tribunale di Reggio Calabria nell’ambito del processo “Piccolo Carro”. Praticò, insieme a Giovanni Ficara e Giovanni Zumbo, il primo considerato il boss dell’omonima cosca ed il secondo commercialista ed ex collaboratore dei servizi segreti, avrebbe contribuito a predisporre e collocare una “Fiat Marea” al cui interno fu ritrovato un arsenale di armi e munizioni, nel giorno della visita a Reggio Calabria del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avvenuta il 21 gennaio 2010. Il Tribunale comminò dure condanne per i tre e spedì gli atti in procura per Schinardi. Durante la sua attività di perito, Schinardi avrebbe accusato il Carabiniere, estensore di una annotazione di polizia giudiziaria, di aver falsificato dati ed omesso fatti e circostanze per arrecare un danno ingiusto all’imputato. Nella sua relazione il consulente, non riuscendo a “smontare” l’analisi dei dati che portò gli inquirenti a ricostruire l’accaduto, si sarebbe spinto ad accusare consapevolmente il maresciallo dell’Arma incaricato del servizio di aver manipolato i dati contenuti nei tabulati telefonici e di aver occultato alcuni file. Per i pm Amerio e Giovanni Musarò, però Schinardi lo avrebbe fatto con lo scopo di favorire la ‘ndrangheta ed è per questo che il pm Amerio aveva invocato questa mattina una condanna a 4 anni di detenzione. Il Tribunale però ha escluso nei confronti dell’imputato questa aggravante. (an.pa)

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