• Home / CITTA / La droga arrivava da Africo: a trattare era un narcotrafficante di sedici anni
    cocaina

    La droga arrivava da Africo: a trattare era un narcotrafficante di sedici anni

    di Stefano Perri – La coca e l’eroina arrivavano da Africo. Era un minorenne il contatto degli spacciatori di Melito Porto Salvo per i rifornimenti di droga. All’epoca dei fatti il giovane aveva appena sedici anni. Eppure secondo quanto ricostruito dagli investigatori era già in grado di trattare alla pari con gli spacciatori di Melito. Spediva i carichi, riscuoteva il denaro, da vero business del narcotraffico. Nonostante la giovanissima età dimostrava una personalità di alto spessore criminale. Gli inquirenti lo ritengono un affiliato della cosca Morabito, storica ‘ndrina del mandamento ionico, tra le più potenti al mondo, da sempre dedita al traffico degli stupefacenti, ed in grado di trattare alla pari con i cartelli dei narcos colombiani ma anche, secondo le più recenti risultanze investigative, con i produttori di oppiacei in Medio Oriente.

    Rocco Mandalari e l’albanese Amarildo Canaj, ritenuti tra i capi del gruppo criminale sgominato oggi dall’operazione della Squadra Mobile, si recavano spesso ad Africo per acquistare i carichi di stupefacente. A trattare c’era quasi sempre lui, un narcotrafficante di sedici anni. In qualche caso era stato lui stesso a recarsi a Melito per incontrare i due e consegnare i pacchetti di cocaina ed eroina o per riscuotere i pagamenti.

    Con il passare del tempo i contatti tra Africo e Melito diventano sempre più frequenti. Il rilevatore gps montato sulla Fiat Punto dell’albanese Canaj documenta gli spostamenti degli spacciatori che si recavano ad Africo sia per i rifornimenti che per il taglio degli stupefacente. I contatti telefonici sono rari, ma Mandalari e Canaj in qualche occasione chiamano il giovane africese per farsi cambiare la sostanza stupefacente acquistata, lamentandosi per la scarsa qualità. In qualche altro caso per ordinare nuovi carichi. Ed in qualche altra telefonata parlano di lui come fonte di approvvigionamento.

    Il business costruito sull’asse Africo – Melito non conosceva crisi, tanto da spingersi, alla ricerca di mercati più floridi, fino a Reggio e Villa San Giovanni. Ogni giorno veniva venduto fino a mezzo chilogrammo di stupefacenti, tra cocaina ed eroina. La rete degli spacciatori era costantemente attiva. Una compravendita che fruttava centinaia di migliaia di euro ogni mese. La droga ed i soldi andavano e venivano sulla Ss 106, da Africo a Melito, da Melito a Reggio fino a Villa San Giovanni. Un business interrotto oggi, dopo anni di intercettazioni, appostamenti e pedinamenti che hanno consentito agli inquirenti di ricostruire le dinamiche del gruppo criminale sgominato nell’operazione della Squadra Mobile reggina.

    LEGGI ANCHE: 

    Fiumi di coca ed eroina dalla Jonica: colpo della Mobile alle reti di spaccio

    Overdose da eroina: i ”venditori di morte” e quel tunnel senza uscita..