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    I ‘120’ giorni di ‘immobilismo’ di Oliverio

    Una conferenza fiume quella che oggi hanno indetto i consiglieri regionali Mimmo Tallini e Fausto Orsomarso, insieme a Wanda Ferro e Giuseppe Mangialavori (Approfondisci qui). Una conferenza che mette sul tavolo non solo i problemi intestini di un partito di Centrodestra ormai in crisi (“se la Santelli sapesse o meno, approvasse o no questa conferenza a me non interesserebbe” sbotta Tallini), come risulta chiaro anche dagli ultimi battibecchi (Leggi qui), le mancanze di un Governo, ma anche quello di Oliverio, che sono sotto gli occhi di tutti.

    “L’immobilità della Calabria è evidente. Non sono neanche definite le commissioni e dal giorno delle elezioni sono trascorsi quasi 100 giorni”, evidenzia Wanda Ferro. “Oliverio – continua Wanda Ferro – non sarà nominato Commissario della Sanità, lo ha chiarito la Lorenzin, però intanto l’Annunziata a Cosenza è allo sbaraglio, che poi è lo specchio del Pugliese di Catanzaro e dei Riuniti di Reggio. La Campanella rischia il fallimento. Lo stato dei rifiuti è uguale a prima. Un uomo solo al comando, non è sufficiente per la Calabria. La Giunta è inadeguata. Quando inieremo a fare sul serio e a parlare e risolvere i problemi della nostra regione? Si sta ripetendo quel sistema di regionalismo che fino ad oggi ha fallito”.

    “Il Governo di Oliverio è partito 3 mesi prima della campagna elettorale – secondo l’idea Mimmo Tallini – perché il presidente ha iniziato ad incontrare i direttori generali prima ancora della data delle elezioni, quindi sapeva benissimo la situazione della Regione, in realtà li ha utilizzati per capire dove poter sistemare le proprie pedine”.

    Quanto al buco milionario che Oliverio ha trovato nelle casse della Regione (Approfondisci qui) a rispondere alle dichiarazioni del presidente che attribuisce a questo ammanco il motivo del ritardo “nel fare”, è Giuseppe Mangialavori: “Se è vero che c’è un bucoè un motivo in più per sbrigarsi e mettersi al lavoro”. “La Calabria ha riposto in noi fiducia ed io mi sento mortificato quando mi chiamano ‘onorevole’ perché fino ad ora di onorevole non ho potuto far nulla in seno al Consiglio”.

    “Dai primi atti prodotti dalla giunta Oliverio – ha concluso Tallini – sono emerse grandi contraddizioni. In primis la vicenda della burocrazia: per la fretta di mandar a casa i direttori generali, è stato applicato lo Spoil System a fronte della decadenza già di per sé prevista dalla legge Brunetta. Questo ha di fatto paralizzato tutti i dipartimenti e tuttora vige un disorientamento generale in tutti gli uffici. La Calabria non può prendersi il lusso di stare immobile ed ognuno di noi, al di là delle diverse posizioni, ha avuto il merito di far uscire fuori queste contraddizioni, soprattutto riguardo al dramma della sanità con intere categorie e aziende ospedaliere che scendono in piazza per protestare”.

    (ClaVa)