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    Catanzaro – Il Conservatorio cambia “casa”? E’ solo progresso. Nisticò replica ad Occhini

    Nei giorni scorsi un gruppo di cittadini e di associazioni aveva scritto al giornale per manifestare il disappunto sullo spostamento del Conservatorio cittadino per far spazio, nell’edificio che lo ospita, alla facoltà di sociologia a Catanzaro. A scrivere era Eugenio Occhini, che parlava di desiderio di dissoluzione da parte dell’amministrazione comunale. Oggi la replica del consigliere Comunale Carlo Nisticò. “Qualsiasi iniziativa si prenda per fare migliorare la città o per risolvere un problema c’è sempre un “signor no” pronto a mettersi di traverso con il solo scopo di denigrare il lavoro altrui e senza preoccuparsi minimamente del bene dei cittadini”. Queste le parole di Nisticò. “Il ‘signor no’ per antonomasia – ha aggiunto Nisticò – è Eugenio Occhini, ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista, noto per avere “dettato” al sindaco Olivo tutta una serie di indicazioni che si sono tradotte in altrettanti danni per la città”.

    “L’ultimo ‘no’ in ordine di tempo – ha concluso il consigliere – è quello riguardante l’assegnazione alla facoltà di sociologia dell’ex istituto Rossi, oggi solo in piccola parte occupato dagli allievi della sezione staccata del Conservatorio di Vibo Valentia. Un “no” semplicemente ideologico e pregiudiziale, dettato dal fatto che la sezione staccata è stata aperta durante la gestione della sinistra. Ad Occhini non importa che poche decine di studenti occupino una superficie enorme, con un rapporto costi/benefici scandaloso, tanto che al Comune converrebbe mandare in taxi gli studenti catanzaresi a Vibo, offrendo loro vitto e alloggio. La ratio di questa scelta, che comunque dovrà essere adottata dal Consiglio comunale, è chiara. Sociologia avrà il prossimo anno mille iscritti, a cui si aggiungeranno i laureati che si specializzeranno. Servono pertanto spazi adeguati che solo l’ex Rossi può garantire. L’edificio Carbone, completamente ristrutturato, può tranquillamente ospitare le attività della sezione staccata del conservatorio. Entrambe le istituzioni – università e sezione staccata – avrebbero solo vantaggi da questa soluzione, ma più di tutti li avrebbe il centro storico”.

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