• Home / CITTA / Appello ‘Cosa mia’. 4 secoli di carcere e 6 ergastoli chiesti dalla Procura generale

    Appello ‘Cosa mia’. 4 secoli di carcere e 6 ergastoli chiesti dalla Procura generale

    Di Angela Panzera – Conferma di tutte le condanne emesse in primo grado, due inasprimenti di pena e altre tre condanne per tre persone assolte all’esito del dibattimento di primo grado. Lo hanno richiesto oggi pomeriggio alla Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, i sostituti procuratori generali Adriana Fimiani e Roberto di Palma impegnati a sostenere l’accusa nei confronti degli oltre 20 imputati del processo ordinario scaturito dall’inchiesta “Cosa Mia”, inchiesta che ha svelato lo strapotere delle cosche della Piana sui lavori di ammodernamento del V Macrolotto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.

    L’indagine, curata in primo grado dai pm Di Palma e Giovanni Musarò, si chiuderà in primo grado con una raffica di condanne emesse nel luglio del 2013 dalla Corte d‘Assise di Palmi, presieduta da Silvia Capone. Furono condannati capi, seconde linee e sodali dei clan Gallico, di Palmi, e Bruzzise, della frazione di Barritteri di Seminara. Con questa decisione la Corte palmese ha ufficializzato che nel tratto del V macrolotto della Salerno-Reggio Calabria (tra Gioia Tauro e Scilla) le cosche estorsero denaro alle ditte che lavoravano al rifacimento dell’A3 imponendo, nello stesso tempo, aziende di comodo e manovalanza. L’indagine “Cosa mia” passerà alla storia non solo per quella maxiestorsione, ma anche per gli omicidi, vecchi e nuovi, ricatti, asservimento di imprenditori e molto altro. La Corte comminò oltre 4 secoli di carcere, cinque invece furono gli ergastoli disposti.

    E oggi la Procura generale ha chiesto che tutte quelle condanne vengano nuovamente riconfermate anche in Appello. Il fine pena mai fu disposto,all’esito del dibattimento, per Domenico Gallico e per suo fratello Giuseppe; per l’anziana Lucia Giuseppa Morgante, Salvatore Morgante e per Carmine Demetrio Santaiti. Questi ergastoli per i pg Fimiani e Di Palmi vanno riconfermati ma ne va emesso anche un altro ossia nei confronti di Antonio Cilona, assolto in primo grado.

    Conferma anche delle condanne emesse dalla Corte presieduta di Silvia Capone che nel dettaglio così decise: Antonio Bruzzise a 16 anni di reclusione, Carmelo Bruzzise 20, Elena Bruzzise 7 anni, Fortunata Bruzzise 7 anni, Giovanni Bruzzise 9 anni , Giuseppe Bruzzise 25 anni di reclusione, Vincenzo Bruzzise 14 anni, Vincenzo Cambareri 7 anni e 6 mesi, Antonino Giovanni Campagna 2 anni, Domenico Vincenzo Campagna 2 anni , Roberto Caratozzolo a5 anni, Carmela Carbone 9 anni, Antonino Ciappina 18 anni, Antonino Costa 12 anni, Antonio Costantino 13 anni e 6 mesi, Francesco Cutrì 14 anni e 9 mesi, Maria Ditto 2 anni, Carmine Gaglioti 12 anni e 9 mesi, Mariangela Gaglioti 12 anni, Pasquale Galimi 5 anni e 6 mesi, Antonino Gallico 19 anni e 6 mesi, Rocco Gallico 21 anni di reclusione, Teresa Gallico 22 anni e 9 mesi, Matteo Gramuglia 14 anni, Pasquale Mattiani 3 anni, Alfredo Morabito 10 anni, Filippo Morgante 18 anni e 6 mesi, Vincenzo Oliverio 9 anni, Giuseppe Papasergi 3 anni e 6 mesi, Fortunato Princi 2 anni, Diego Rao 10 anni, Carmelo Sciglitano 15 anni, Domenico Sciglitano 17 anni, Vincenzo Sciglitano 12 anni, Maria Carmela Surace 14 anni e 3 mesi, Vincenza Surace 9 anni.4 secoli di carcere che la procura generale chiede di riconfermare. Inasprimento di pena però è stato chiesto per Rocco Gallico, condannato a 21 anni e per cui sono stati invocati 30 anni di carcere, e per Antonio Bruzzise a cui sono stati inflitti 16 anni e per cui i pg hanno chiesto 23 anni di carcere. Per gli assolti Vincenzo Gramiglia e Vincenzo Galimi i pg hanno chiesto rispettivamente 14 anni e 16 anni di carcere. Il processo di secondo grado è stato aggiornato al 26 febbraio. Gli imputati Domenico e Giuseppe Gallico hanno già comunicato al presiedente Alfredo sicuro di volere rendere dichiarazioni spontanee in aula.