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    Regione – Graziano (Cdl): ‘Federalismo fiscale penalizza famiglie Meridione’

    «Istruzione, la Regione Calabria, segua l’esempio della Campania, e faccia ricorso al Tar per contrastare l’ennesimo scippo perpetrato dal Governo Renzi ai danni del Meridione e della Calabria. La Riforma sul federalismo fiscale varata dal sottosegretario Graziano Delrio, approvata tacitamente e colpevolmente anche dalla commissione Bicamerale, ha prodotto un danno abnorme al Sud. Dove, dal 2015, infatti, non saranno più previsti nuovi finanziamenti da destinare agli asili nido. A solo vantaggio del Nord, che raddoppierà le entrate. Perché? In fase di valutazione, il Governo, invece di calcolare i bisogni reali del mondo della scuola della prima infanzia – così come fatto per la regolamentazione di tutti gli altri trasferimenti – ha guardato solo alla spesa storica prodotta dal Settore. E questo, di fatto, non incentiverà la nascita di nuove strutture pedagogiche infantili».  È quanto dichiara il consigliere regionale questore della Casa della Libertà, Giuseppe Graziano, rilanciando la questione del taglio dei trasferimenti per gli asili nido, emersa nei giorni scorsi dalle colonne del quotidiano Il Mattino di Napoli, che in Calabria potrebbe provocare effetti disastrosi al settore della formazione e dell’istruzione. «Probabilmente il premier Renzi – dichiara Graziano – vuole far ritornare il Sud Italia al tempo delle balie e delle levatrici di quartiere. Non c’è altra spiegazione a questo ennesimo intervento antimeridionalista varato dal Governo, con la complicità anche delle rispettive commissioni bicamerali che hanno ratificato in modo silente questa decisione. Un errore macroscopico, riconosciuto dalla stesso sottosegretario Delrio, ma che non è stato ancora corretto. Nell’erogazione dei finanziamenti – ricorda il Consigliere regionale della CdL – in un regime economico di spending review e di razionalizzazione della spesa, specie in un ambito così importante com’è appunto la scuola di prima infanzia, non si può considerare il dato storico, tralasciando l’effettivo fabbisogno richiesto dal servizio. Così si penalizzano le famiglie del meridione. Anzi, si rischia addirittura di bloccare quel delicato processo di incremento delle nascite. In realtà, si continua a foraggiare le regioni che sia sul piano economico, che su quello delle prestazioni al cittadino e delle infrastrutture, sono più evolute ed europee. È da apprezzare, dunque, l’iniziativa della Campania che ha impugnato da subito il provvedimento facendo ricorso al Tar. Un esempio – scandisce ancora Giuseppe Graziano – che dovrebbe essere seguito anche dalla Calabria, per far sì che vengano rispettati i diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Con l’entrata in vigore a pieno regime della Riforma sul Federalismo fiscale, a partire dal 2015, si da il via all’attuazione del nuovo metodo di ridistribuzione delle risorse su tutto il territorio nazionale: ogni territorio avrà il necessario per garantire i servizi al cittadino. Tranne che per l’istruzione. Dove i trasferimenti non saranno calcolati, così come per tutti gli altri settori (dal sociale alla manutenzione delle strade) secondo il cosiddetto fabbisogno standard, bensì rispetto alla spesa storica. In buona sostanza per gli asili nido e per la scuola, più in generale, sarà considerato solo il servizio effettivamente erogato utilizzando il quadro di riferimento relativo al 2010. Partendo da questo dato d’insieme – così come riporta il Mattino di Napoli nell’edizione dello scorso 17 gennaio – è stato assegnato un clamoroso “fabbisogno zero” di asili nido a città come Catanzaro. Questo, perché invece dei bambini sono stati contati, appunto, gli asili nido esistenti, che semplicemente non ci sono! Il risultato economico di tale scelta è, dunque, che non vengono riconosciuti circa 700milioni di euro di fabbisogno reale nel Mezzogiorno, ripartiti, al contrario, tra i comuni del Nord».