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    Reggio – Definito il piano industriale Atam. L’Amministratore Gatto lunedi di nuovo in Commissione

    di Stefano Perri – In tanti si sono chiesti che fine avesse fatto. Il piano industriale per il salvataggio dell’Atam sta per essere ultimato. Lunedi mattina l’Amministratore Unico Antonino Gatto tornerà a Palazzo San Giorgio per essere sentito dalla Commissione competente. E come richiesto più volte dagli esponenti della maggioranza, così come da quelli dell’opposizione, porterà con sé le carte del piano industriale che i vertici Atam stanno tentando di definire in vista della scadenza del prossimo 18 febbraio, giorno in cui il Tribunale di Reggio Calabria si esprimerà nel merito sull’istanza di fallimento dell’azienda titolare del servizio di trasporto cittadino.

    Un documento sul quale si è creata grande attesa nelle ultime settimane. In tanti, lavoratori compresi, chiedono di vederci chiaro circa i provvedimenti che l’azienda intende presentare per garantire la sua sopravvivenza.

    Pochi giorni fa i consiglieri di opposizione, durante una conferenza stampa convocata per fare il punto sui primi tre mesi di attività amministrativa, avevano avanzato la proposta di istituire un tavolo permanente per la verifica dei conti Atam, all’interno del quale coinvolgere anche i rappresentanti degli eventuali Enti pubblici interessati ad entrare nell’organigramma societario, aperto con la modifica dell’articolo 7 dello Statuto approvata durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale.

    Su questo fronte si registra già l’interesse della Provincia di Reggio Calabria, che in passato per bocca del Presidente Raffa, ha ipotizzato un suo impegno diretto in Atam. Anche nella prospettiva della nascente città metropolitana.

    Sul fronte comunale infine, dopo l’incontro con l’amministratore unico Gatto, la Giunta inizierà a pensare all’idea di una ricapitalizzazione aziendale. Anche qui il passaggio potrebbe risultare decisivo per l’udienza del 18 febbraio o, in alternativa, se il piano industriale dovesse presentare caratteristiche di sostenibilità autonoma da parte dell’azienda, potrebbe subentrare in una seconda fase.

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