di Stefano Perri – Sarà ubicato a Valanidi l’impianto di depurazione che sostituirà Ravagnese nel nuovo progetto per la gestione del servizio idrico integrato a Reggio Calabria. La novità è contenuta nella relazione allo studio di fattibilità stilato dal Comune ed allegato al nuovo bando in corso di aggiudicazione definitiva alla multinazionale spagnola Acciona Agua.
Il nuovo impianto previsto nell’area di Valanidi riceverà le acque reflue di circa 120 mila abitanti della zona centro. Per la posizione della nuova opera sarà necessaria una variante di Piano e le relative procedure di esproprio. La spesa complessiva prevista è di 19,2 milioni di euro.
A questo si affiancherà una riqualificazione complessiva di altri due impianti strategici per la depurazione cittadina, Concessa e Pellaro, più la realizzazione di nuovi piccoli impianti che serviranno le frazioni sulla cintura collinare della città.
L’impianto di Concessa
L’impianto di Concessa, situato nella zona nord del territorio comunale, attualmente serve anche i Comuni di Campo Calabro, Fiumara, San Roberto e parte di Melia di Scilla. Nel nuovo piano riceverà anche i liquami dei quartieri di Gallico, Catona e Arghillà, attualmente convogliati nell’impianto di Gallico che con il nuovo piano sarà invece smantellato. L’impianto di Concessa, attualmente dotato di due linee di trattamento, sarà servito da una terza linea, passando da una capacità di trattamento di 12mila abitanti ad una complessiva 48mila abitanti, per una spesa complessiva di 5,7 milioni di euro.
L’impianto di Pellaro
L’altro intervento importante riguarda invece l’impianto di depurazione di Pellaro, che attualmente riceve i reflui dei quartieri di Pellaro e Bocale, trattando complessivamente 30mila abitanti. Nel nuovo piano di gestione è previsto un potenziamento fino a 45 mila abitanti, attraverso una revisione e/o installazione di apparecchiature meccaniche, telecontrollo, impianto elettrico, opere complementari come vasche volano e vasche di prima pioggia, per una spesa complessiva di 2,4 milioni.
Le frazioni collinari
Per frazioni alte della Città è infine prevista la realizzazione di nuovi impianti di depurazione a servizio degli agglomerati periferici di Straorino, Arasì, Schindilifà, Cerasi e Podargoni, e la riattivazione/adeguamento funzionale del depuratore a servizio dell’agglomerato di Ortì per una previsione di circa 3 mila abitanti equivalenti ed una spesa complessiva di 2 milioni.
I costi del piano
Complessivamente il nuovo piano prevede una spesa di poco inferiore a 30 milioni per la realizzazione di nuovi impianti e per la ristrutturazione di quelli esistenti, ai quali va aggiunta una spesa di 25 milioni per la dismissione dei vecchi impianti e la realizzazione di opere di sollevamento fognario, opere di ripresa con modifica, implementazione reti e telecontrollo. Considerando iva e spese generali, secondo il piano di fattibilità stilato dal Comune, il nuovo progetto di gestione della depurazione cittadina costerà complessivamente 70 milioni di euro. Somma che sarà finanziata con un intervento misto pubblico/privato esattamente diviso al 50%. Da una parte fondi regionali, pari a 35 milioni di euro, per effetto della delibera Cipe del 30 aprile 2012, dall’intervento del soggetto privato, la multinazionale spagnola Accione Agua appunto, anch’essa per un totale di 35 milioni.





