E’ stato ucciso con quattro colpi di pistola ed il suo corpo dato alle fiamme nella sua auto subito dopo, Domenico Maria Gigliotti, di 40 anni, l’imprenditore edile assassinato all’alba di domenica davanti al cancello della sua villa, a Lamezia Terme, dove viveva con la moglie e i due figli.
E’ il dato che emerge dall’autopsia disposta dal sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Santo Melidona. Al momento resta tuttavia impossibile stabilire il calibro dell’arma utilizzata, anche perché sul luogo dell’omicidio non sono stati trovati bossoli.
Gigliotti era sposato con la titolare dell’agenzia viaggi coinvolta in un’operazione delle Fiamme Gialle su una presunta truffa. Gli investigatori, viste le modalità cruente dell’omicidio, non escludono nessuna matrice, specie quella mafiosa. Sulla vittima, infatti, già in passato vi erano sospetti per legami con la cosca Giampà del lametino, anche se non si trovarono mai riscontri.
Dopo l’autopsia, il corpo dell’imprenditore è stato restituito ai familiari ed è stato possibile procedere alle esequie. Prima del funerale il feretro di Gigliotti, che era tifoso della Vigor Lamezia, è stato portato allo stadio D’Ippolito, dove si è svolta una cerimonia laica di ricordo con i tifosi sotto la Gradinata Est.





