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    Corigliano (CS) – Falsi invalidi e finti incidenti: cosi i medici truffavano le assicurazioni

    di Stefano Perri – Truffavano strutture pubbliche e assicurazioni per incassare gli indennizzi per incidenti mai avvenuti, malattie e disabilità inesistenti. La loro base operativa era l’ospedale di Corigliano Calabro, nel Cosentino.
    Il gruppo criminale, sgominato stamani nell’ambito dell’operazione ”Medical Market” condotta dalla Polizia Stradale e dalla Guardia di Finanza di Cosenza che hanno eseguito 7 misure cautelari (Leggi qui i nomi), operava con la complicità di medici compiacenti e puntava ad incassare i rimborsi delle assicurazioni.

    Un giro d’affari che tra indebite indennità percepite e rimborsi assicurativi erogati in base a documentazione falsa, era arrivato all’astronomica cifra di circa 2 milioni di euro. Complessivamente sono un centinaio le persone indagate (Leggi qui i nomi di tutti gli indagati) nell’operazione diretta dai sostituti della Procura della Repubblica di Castrovillari Vincenzo Quaranta e Simona Rizzo.

    Le indagini hanno consentito di accertare le responsabilità penali di una serie di professionisti, medici, tecnici di laboratorio, avvocati, che producevano attestazioni false per garantire indennizzi gonfiati a beneficiari che in seguito spartivano con loro gli introiti delle truffe.

    Nell’inchiesta, oltre alla vicenda dell’aborto clandestino (Leggi qui i dettagli), che è valso a Stefania Russo l’accusa di omicidio volontario in concorso con Piero Andrea Zangaro, Nunziatina Falcone e con il medico Sergio Garasto, e del falso incidente stradale per incassare i soldi dell’assicurazione, si contestano i reati di falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato.

    All’Ospedale di Corigliano alcuni medici compiacenti rilasciavano certificazioni false con l’obiettivo di trarre in inganno i medici legali di compagnie assicurative ed in questo modo, conseguire i profitti dei rimborsi delle assicurazioni, che venivano poi spartiti tra le parti.

    L’inchiesta è stata sviluppata su due filoni investigativi, uno riguardante i cosidetti ”falsi invalidi” e l’altro concernente le truffe ai danni delle assicurazioni.

    I falsi invalidi
    Dall’attività investigativa è emerso che alcune persone residenti nel Cosentino, attraverso due studi legali di Corigliano e Mesoraca, ottenevano certificazioni attestanti gravi patologie invalidanti senza essersi nemmeno sottoposti alle relative visite mediche. Nonostante fosse stata rilasciata certificazione medica su modulo in uso al reparto di ortopedia dell’ospedale, agli atti non vi era assolutamente alcuna traccia dei pazienti, delle visite e delle prenotazioni.

    Tra i destinatari dei provvedimenti cautelari anche la praticante avvocato Francesca Berardi, 45 anni, che secondo gli inquirenti agiva in concorso con il medico Sergio Garasto per favorire l’indennizzo nei confronti di una paziente, frodando alcune agenzie assicurative attraverso la falsa documentazione medica, firmata dal medico del reparto di ortopedia Leonardo Natale Piro, attestante patologie inesistenti. Sempre la Berardi, secondo gli inquirenti sarebbe ideatrice di alcuni incidenti stradali mai avvenuti.

    Gli incidenti stradali inventati
    L’altro filone dell’inchiesta riguarda invece le truffe assicurative. Gli investigatori hanno rilevato numerosi falsi incidenti stradali orditi al fine di lucrare sugli indennizzi. Per i falsi sinistri, le cui relative pratiche erano, in alcuni casi, curate e istruite da un avvocato di Corigliano Calabro, pure coinvolto negli illeciti, venivano presentati alle compagnie assicurative falsi certificati rilasciati da medici operanti anche in strutture pubbliche.

    Raggiunto da provvedimento cautelare anche un radiologo dell’Ospedale di Corigliano, Giuseppe Di Paola, che con la complicità del medico Sergio Garasto, allo scopo di provare determinate patologie invalidanti, attribuiva a pazienti sani, le radiografie di persone effettivamente affette da patologie che non avevano assolutamente alcun nesso con presunti incidenti stradali.

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