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    Catanzaro – Dipendenti Calabria Lavoro protestano in strada: ‘Vogliamo dignità’

    di Clara Varano – La loro è un’odissea che dura da 15 anni. I primi lavoratori interinali calabresi, che nel 2000 hanno iniziato a lavorare con “Obiettivo lavoro” a tempo indeterminato, per poi vedere il loro contratto diventare prima a progetto e poi a tempo determinato, senza, però, che fosse loro garantita una retribuzione certa a fine mese. Oggi, davanti all’assessorato al Lavoro di Catanzaro, sono circa un centinaio su 300 dipendenti, chiedono di incontrare il presidente della Regione, Mario Oliverio, rallentando il traffico di via Lucrezia della Valle. “Siamo stanchi – dicono – di questa situazione di precariato in cui versiamo da quindici anni”.

    Protesta Calabria Lavoro CatanzaroI lavoratori pretendono un incontro “per raccontare ad Oliverio la verità sulla nostra condizione”.

    “I nostri soldi – spiegano – quelli destinati alle nostre retribuzioni, sono sempre destinati a coprire le emergenze di altri (alcuni parlano di co.co.co e di Calabria Etica). Ma non è per i soldi che siamo qui. Con 750 al mese non si vive. Certo sono un aiuto alla famiglia, ma dati con discontinuità non diventano una cifra su cui fare affidamento. Quello che chiediamo è di essere rispettati. Ci prendono in giro e calpestano, raccontandoci menzogne, la nostra dignità di lavoratori. Vogliamo solo sapere di che morte morire e che le leggi vengano rispettate anche per noi”.

    I dipendenti sono stati accorpati all’azienda Calabria Lavoro nel 2010, lavorano per diversi enti sul territorio regionale e nel 2013 sono stati equiparati agli Lsu-Lpu calabresi, ma è “dal 2008 che abbiamo problemi”. “Oliverio – continuano – deve sapere cosa fanno i suoi dirigenti. Noi lavoriamo per lui. Lavoriamo per la Regione ed è giusto che sappia che i suoi dirigenti ci rimbalzano con delle scuse per non dirci la verità”.

    Protesta Calabria Lavoro CatanzaroNon vogliono parlare con i dirigenti, ma solo con il presidente e minacciano di bloccare la strada. “Meglio Siano (si riferiscono al carcere di Catanzaro, ndr), che la solita presa in giro. Ci siamo ammalati. Un nostro collega ha una patologia seria e facciamo la colletta per mandarlo furoi regione per curarsi. Lui con i suoi soldi, tra l’altro mai sicuri a fine mese, non ce la fa. È questa la dignità per il nostro diritto al lavoro?”.

    Intanto contattato l’ufficio di presidenza sull’arrivo del presidente o di un incontro con Oliverio non c’è notizia.