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    Reggio, Camera Commercio: Undicesima edizione per il Forum europeo dell’Innovazione

    “Può sembrare inutile parlare di valorizzazione del capitale umano in un momento in cui i dati sull’andamento dell’occupazione reggina non lasciano intravedere segnali di ottimismo, tra crescita della disoccupazione e contrazione della forza lavoro. Ma mi auguro che con l’incontro di oggi possano nascere idee e relazioni per progetti sostenibili, in modo da continuare a proporre il nostro contributo alle altre istituzioni, la Regione Calabria in primis”. Con queste parole Lucio Dattola, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria ha aperto l’undicesima edizione del Forum europeo dell’Innovazione, che quest’anno è dedicato al tema “Innovazione e Capitale umano”.
    L’incontro è promosso dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria attraverso l’Azienda Speciale IN.FORM.A., in collaborazione con Dintec – Consorzio per l’Innovazione Tecnologica.
    Dopo i saluti del presidente Dattola, Alberto De Capua, prorettore all’Orientamento di Ateneo dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha sottolineato che la vera criticità è nell’occupazione dei neolaureati. Compito delle istituzioni è quello di sensibilizzare un territorio difficile, apparentemente sordo agli stimoli dell’innovazione, promuovendo gli skill dei giovani laureati alle imprese.
    Sono seguiti gli interventi di esperti e rappresentanti istituzionali che hanno parlato di come le imprese possano implementare una nuova funzione del lavoro e un nuovo rapporto con il capitale umano per far fronte alle esigenze del mercato. Vito Brugnola – Responsabile area Centro-Sud di IFOA, ha identificato le spinte che stanno determinando gli attuali cambiamenti nei processi formativi e organizzativi delle risorse umane. Ha sottolineato la necessità di formare da un lato i nuovi inserimenti professionali lavorando sulla creatività di giovani e dall’altro, gli imprenditori perché ci siano più imprese e più imprese con una vision e una regia ben chiare. Sicuramente, come ha affermato Stefano Paneforte – Docente di organizzazione e gestione risorse umane all’Università Tor Vergata di Roma, uno dei fattori che risultano strategici per il successo di una organizzazione imprenditoriale è quello di saper gestire la complessità. E la coopetion può essere uno dei modelli organizzativi a cui fare riferimento. L’intervento di Gianluca Minucci – Associate Partner Gruppo Coreconsulting spa, ha illustrato come l’insieme delle conoscenze e delle capacità produttive acquisite possa diventare leva per la creatività e l’innovazione e che, perché questo si realizzi, non dobbiamo dimenticare di combinare capitale umano e capitale sociale, costruendo un ambiente fertile per l’innovazione e applicando in azienda il paradigma dell’Open Innovation.
    È stata presentata la case history interessante. L’esperienza di Fior di risorse – Persone al Centro: un’associazione che nasce con l’intento di aggregare i “decision maker” delle realtà aziendali, allo scopo di condividere in modo nuovo esperienze, relazioni ed opportunità professionali. Una rete non creata a tavolino, iniziata grazie al mondo virtuale ma fatta di persone che condividono buone pratiche, ma anche rischi. I capisaldi su cui si fonda il loro lavoro – dice la Managing Director Silvia Giudici – sono fiducia, cooperazione, condivisione della conoscenza, reputazione, contaminazione; perché più si fa conoscere il valore delle persone, più si darà valore al capitale umano.
    Natina Crea, segretario generale della Camera di commercio di Reggio Calabria e direttore Azienda Speciale IN.FORM.A., ha parlato dell’importanza del capitale umano per l’innovazione aziendale e di come l’ente camerale sia impegnato nel supporto, anche economico oltre che progettuale, delle imprese che investono nella valorizzazione delle professionalità: dai contributi per la formazione e per l’inserimento lavorativo di giovani laureati, alle borse post dottorato, agli innovation ed export promoter.
    Gli stessi principi sono stati richiamati da Francesco Siclari – Presidente Associazione Nazionale Costruttori Edili di Reggio Calabria e imprenditore – il quale ha sottolineato che se da un lato flessibilità, condivisione degli obiettivi, fiducia, formazione, sono le parole chiave per la valorizzazione delle risorse umane in azienda, dall’altro lato è necessario una forte rete di relazioni con il territorio. Domenico Cappellano – Responsabile del Servizio Autonomo per la Ricerca, l’Innovazione ed il Trasferimento Tecnologico dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha presentato un’iniziativa ancora unica in Italia realizzata congiuntamente dall’Università Mediterranea e dalla Camera di commercio. Le borse di studio post doc sono finalizzate alla sperimentazione e allo sviluppo delle tesi del dottorato dell’Università Mediterranea, presso le imprese reggine interessate ad investire nell’innovazione e nella ricerca. Il risultato è stato quello di agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti particolarmente qualificati, come i dottori di ricerca e avvicinando, al contempo, la ricerca scientifica al sistema imprenditoriale del territorio reggino.
    Antonia Liuzzo – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha illustrato le misure e gli interventi della “Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione” ed, in particolare il Decreto interministeriale n. 473 del 17 giugno 2014 attuativo dell’art. 8 bis della legge 8 novembre 2013, n. 128 che incentiva programmi sperimentali di apprendistato per il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore. Questo consente agli studenti italiani di inserirsi in un contesto aziendale già prima della conclusione del loro percorso scolastico e del diploma, alternando la frequenza scolastica con la formazione e il lavoro in azienda.
    L’intervento di Mauro Basili – Expert senior di Dintec – ha sottolineato la bontà della rete Imprese- Università-Camera di commercio che si sta realizzando con il programma di valorizzazione dei dottori di ricerca nelle imprese e di come sia necessario replicare queste iniziative su più ampia scala.
    La relazione conclusiva di Giorgio Sirilli è partita da una considerazione: eccellenza e competitività sono parole di moda, ma sono solo la punta di un iceberg. Il punto fondamentale è che sotto la punta c’è una montagna di imprese, piccole, che devono lavorare meglio, devono collaborare, devono condividere la conoscenza per reinventare i paradigmi su cui rifondare l’intera società. Occorre un facilitatore per questo processo sociale di natura dinamica in cui il capitale umano è la risorsa principale: ruolo che dovrebbe assumere proprio la Camera di commercio grazie alla presenza sul territorio e alla sua rete di relazioni.
    Come ogni anno, il Forum “Manfredo Golfieri” apre una traccia per una consapevole programmazione futura. Da qui si partirà per proporre progetti da far finanziare con le risorse dei fondi strutturali, per investire sulla competitività delle imprese e per far nascere una nuova generazione di imprenditori che valorizzi il proprio capitale intellettuale.