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    Processo Marlane bidoni di latta inquinanti
    Processo Marlane bidoni di latta inquinanti

    Processo Marlane: un’indagine lunga quasi 20 anni

    Il processo Marlane, che andrà a sentenza di primo grado oggi, viene definito il più importante in materia lavoristica di tutto il meridione di Italia. Gli imputati accusati a vario titolo di omicidio colposo, lesioni gravissime e disastro ambientale sono 13 tra i quali figurano nomi altisonanti del mondo industriale italiano e mondiale come Pietro Marzotto. Per loro i Pm Linda Gambassi e Maria Camodeca hanno chiesto pene che vanno da un minimo di 3 anni ad un massimo di 10. Nello specifico sono stati chiesti 6 anni di reclusione per il conte di Valdagno Pietro Marzabotto, ex Presidente del gruppo. Per Carlo Lomonaco due volte sindaco di Praia a Mare a processo nella qualità di responsabile del reparto tintoria vengono chiesti dieci anni, mentre per Silvano Storer, ex amministratore delegato del gruppo, sono stati chiesti 5 anni di reclusione. Stessa sorte per Jean De Jaegher, consigliere dell’associazione europea delle industrie tessili e presidente della Marzotto Usa dal ’95 al ’98, per il quale sono stati richiesti 5 anni di reclusione.

    Processo Marlane agenti di latta inquinanti rilevamenti
    Processo Marlane agenti inquinanti rilevati nel terreno della fabbrica

    5 anni anche per Lorenzo Bosetti (ex-sindaco di Valdagno e consigliere delegato e vicepresidente della Lanerossi), 8 anni per Vincenzo Benincasa, 3 anni per Salvatore Cristallino, 4 anni e 6 mesi per Giuseppe Ferrari, 7 anni e 6 mesi per Lamberto Priori, 5 anni per Ernesto Antonio Favrin, vicepresidente vicario della confindustria veneta, e 3 anni e 6 mesi per Attilio Rausse. Solo una richiesta di assoluzione per Ivo Comegna per non aver commesso il fatto.

    “Per quanto mi riguarda – sottolinea Natalia Branda, avvocato di parte civile per alcuni parenti delle vittime che hanno da tempo ottenuto una transazione econominca, ma anche dell’associazione “Medicina Democratica” ancora parte in causa – posso dire che è da considerarsi già una vittoria quella d’aver ottenuto un rinvio a giudizio dopo due richieste di archiviazione”. Nonostante la rilevanza giuridico sociale, il processo e la vicenda Marlane, non hanno avuto il clamore mediatico che ci si sarebbe aspettati, questo “perché – secondo l’avvocato Branda – i tentativi, prima attraverso rinvii, di ottenere una prescrizione, cosa che in parte è riuscita, e poi di mantenere un profilo mediatico basso, da parte del gruppo Marzotto, hanno avuto successo”. Quanto, invece, a quello che accadrà oggi: “Non possiamo prevedere nulla – spiega Natalia Branda – quel che è certo è che in aula ci saranno alcune delle persone più coinvolte, come ex operai e familiari delle vittime”.

    L’inchiesta è iniziata negli anni ’90 (LEGGI QUI LA STORIA), quando, dopo le prime morti sospette, si iniziò a denunciare ciò che avveniva in fabbrica.

    (Cla.Va.)