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    Paola: processo Marlane, a giorni sentenza per la ‘fabbrica della morte’

    Si avvicina la sentenza di primo grado per il processo Marlane di Praia a Mare. Dopo 19 anni di inchiesta, infatti, venerdi 5 e sabato 6 dicembre, nell’aula del dibattimento del Tribunale di Paola, sono state ascoltate dai giudici le controrepliche dell’accusa, seguite dalla camera di consiglio. Si saprà a breve se, dopo tanti anni, la giustizia riterrà la tintoria Marlane, di proprietà dal 1987 di Gaetan Mazzotto, colpevole delle 94 morti degli ex operai, sancendo così come realel’epiteto di “fabbrica della morte” che nel tempo le è stato conferito. A colpire gli ex dipendenti della Marlane, tumori di vario genere che i familiari, col tempo, hanno imputato agli agenti chimici che avrebbero respirato stando a contatto con le tinte senza alcuna tutela e protezione.

    La responsabilità primaria, secondo la pubblica accusa sarebbe dell’ex sindaco di Praia a Mare, Carlo Lomonaco, all’epoca responsabile del reparto tintoria e per il quale sono stati chiesti, per disastro ambientale, dieci anni di reclusione. I pm Maria Camodeca e Linda Gambassa per gli altri imputati hanno chiesto pene più lievi tra i 5 e gli 8 anni: 5 per Silvano Storer, ex amministratore delegato del gruppo, per Jean De Jaeghe, per Lorenzo Bosetti, vicepresidente della Lanerossi, per Ernesto Antonio Favrin, per un periodo presidente del gruppo tessile; 8 anni sono stati chiesti per Vincenzo Benincasa; 3 per Salvatore Cristallino; 4 anni e 6 mesi per Giuseppe Ferrari; 7 anni e 6 mesi per Lamberto Priori; 3 anni e 6 mesi per Attilio Rausse. L’assoluzione, invece, è stata chiesta per Ivo Comegna.

    Clara Varano