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    Locri (RC) – Ufficio Giudice di pace, 6 impiegati fanno lavoro di 25. Rischio paralisi

    L’ufficio del Giudice di Pace di Locri rischia la paralisi. A denunciarlo l’Organizzazione sindacale Conf Sal Unsa, che ha scritto una lettera ai vertici degli Uffici Giudiziari del distretto di Corte d’Appello di Reggio Calabria, ma anche a quelli ministeriali.
    Antonino Iannò, segretario regionale del sindacato, cerca di trovare una soluzione alla grave situazione in cui versa l’Ufficio dopo l’accorpamento degli Uffici del Giudice di Pace di Siderno, Bianco, Caulonia, Gioiosa Jonica, Staiti e Stilo e del conseguente “aumento del carico di lavoro, passato da circa 900 fascicoli a circa 5.000 fascicoli, con n. 6 unità lavorative, a fronte delle 25 unità previste in pianta organica, che costituivano la forza lavoro complessiva dei vari Uffici (accorpante e accorpati), porterà alla paralisi dell’Ufficio”.
    “Giova ricordare – si legge nella nota – che tale situazione, comporterà un grave rischio per la salute dei lavoratori, sottoposti a carichi di lavoro insostenibili, oltre che disservizi per l’utenza”.
    “A tal fine – insiste Iannò – oltre ad un intervento immediato, per tamponare la situazione, è stato richiesto alla Direzione Generale del Ministero, di voler trovare delle soluzioni, unitamente agli altri vertici ministeriali, ciascuno per quanto di competenza, per prevedere l’apertura di altro Ufficio del Giudice di Pace nel Circondario di Locri (il Comune di Caulonia aveva fatto richiesta di mantenere aperto l’Ufficio) o per ampliare la pianta organica dell’Ufficio accorpante, con l’invio di altre unità di personale, sufficienti a smaltire i carichi di lavoro dell’Ufficio stesso”.
    “La miope politica dell’Amministrazione Giudiziaria – conclude la nota – che con la riforma della geografia giudiziaria, è tesa solo ad una riduzione dei costi, aggrava i problemi dei cittadini e degli avvocati cui non potrà essere garantito un servizio adeguato, oltre ad essere fonte di rischio per la salute dei dipendenti”.